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CRISI CINEFORUM

Maria Pia Masotto

 
Sono una vecchia socia del Cineforum. Sento che, con certezza quasi assoluta, in primavera inizieranno a Bolzano i lavori per una nuova multisala cinematografica gestita da una potentissima multinazionale.
Se nessuno si muoverà, ciò porterà inevitabilmente alla chiusura della più antica sala della città, il Cinema Eden, che, impossibilitato a sostenere la concorrenza di DUE multisale (una è già sorta con il generosissimo apporto finanziario a fondo perduto della Provincia) verrà immediatamente trasformato in fast food, o emporio, o profumeria o chissà che cosa.
L'Eden è attivo a Bolzano da prima della prima Guerra Mondiale, e quindi si avvia al secolo di vita: non è meritevole di una qualche tutela, al pari di un museo, di un edificio di interesse storico-architettonico, di un parco?
Non è il caso che Comune e Provincia intervengano, permettendo oltretutto che finalmente a Bolzano sorga una VERA sala d'essai e di cultura destinata in particolare ai cittadini di lingua italiana?
Con un investimento infinitamente inferiore a quello destinato al Filmclub per l'"operazione Capitol" (mi si parla di più di 4 miliardi ) si potrebbe garantire all' associazione teoricamente sorella (ma evidentemente, in realtà, sorellastra) del Filmclub la sala che cerca da tempo. Io ormai purtroppo non sono più giovane e quindi ricordo che le prime proiezioni del Cineforum furono effettuate a cura di Don Bruno Benedetti verso il 1952: dunque l'anno prossimo l'associazione dovrebbe compiere mezzo secolo. E, per quel che ne so io, da almeno vent'anni è alla ricerca di una sua sala (in questo momento gestisce un'ottima Biblioteca del Cinema, ma dal punto di vista cinematografico opera nei sotterranei di una scuola materna e nell'Aula Magna di una scuola…)
Nel frattempo, mentre il Cineforum peregrinava (sto parlando quasi di preistoria!) dal Druso al Cristallo, dal Cristallo al Rainerum, poi al Concordia, poi all'Eden, poi era talora ospitato del Filmclub, col quale per molto tempo, finché gli è stato possibile, ha cordialmente collaborato, nel frattempo, dicevo, molto intelligentemente l'Assessorato alla cultura tedesca, deciso a gestire anche la cultura italiana, apriva i cordoni della borsa procurando al Filmclub prima una saletta, poi una sala, poi una multisala che oltreutto programmava (con i quattrini per la cultura tedesca) film in italiano. E io ne capirò poco, ma se questa non è concorrenza sleale poco ci manca: primo perché l'attività del Filmclub-Capitol è sostenuta da denari pubblici, secondo perché questi quattrini sono istituzionalmente destinati alla cultura tedesca, terzo perché la programmazione è di livello culturale mediocre (e quindi che c'entra l'Assessorato alla Cultura? E perché sostiene solo il Capitol e non TUTTE le sale cinematografiche?).
Così, mentre il mio vecchio, amato, fiducioso, ingenuo e poco "ammanicato" Cineforum presentava progetti su progetti all'Assessorato alla Cultura italiana, illudendosi addirittura di ottenere la solidarietà del Filmclub (si può essere ingenui, dico io?) la costanza, l'impegno, poi la potenza, lo splendore, la magnificenza e, perché no, anche la programmazione spesso azzeccata (con i soldi si può tutto, anche procurarsi qualche bel film) portavano masse di pubblico di lingua italiana proprio al Filmclub (in questo caso all'Assessorato la tanto odiata Mischkultur andava benissimo: a scuola no, al cinema sì, perché rende sul piano politico e magari perfino su quello economico).
Nel frattempo l'Assessorato alla Cultura Italiana invece, per quel che ne so, non aveva mosso un dito per fornire al Cineforum non si dice una multisala, ma nemmeno una minisala da cento posti: e lo stesso aveva fatto il Comune.
Ora Provincia e Comune. con un investimento di un quinto, ma anche forse di un decimo, di quanto concesso al Filmclub, con un'operazione "salviamo il Cinema Eden" otterrebbero almeno tre lodevoli risultati: impedire che l'Eden diventi una rosticceria, fornire ai cittadini una sala per il cinema di cultura in lingua italiana gestita da un'associazione italiana e soddisfare le legittime e ormai pluridecennali aspirazioni di una delle più antiche associazioni culturali della città. L'Assessorato alla Cultura Italiana sarà più povero del suo omologo tedesco, ma non DIECI VOLTE più povero. Se vuole, può farcela! E il Comune, spero, non si tirerà indietro.

Maria Pia Masotto, socia e simpatizzante del Cineforum dal 1956
Piazza Della Pace, 15
39100 Bolzano BZ