back MULTISALE E CULTURA CINEMATOGRAFICA
  inizio Mario Verdone
Ordinario di Storia e Critica del film
Università di Roma "La Sapienza"
 

Un ruolo non indifferente per la crescita della cultura cinematografica esercitano le così dette multisale che fioriscono nelle grandi città, ma non soltanto. Indubbiamente sono nate anche per una necessità economica: ridurre il personale, un solo botteghino, ospitare film che non sempre possono trovare spazio nei grandi cinematografi, anzi sono non di rado rifiutati.

Ma l’effetto che qui si vuol mettere in risalto è la valorizzazione di film in partenza svantaggiati, i cui titoli sono prima apparsi in festival minori - attentamente seguiti da giovani intenditori cinéphiles – che potrebbero non offrire subito garanzie per il cast, il paese talvolta esotico da cui provengono, la insufficiente informazione iniziale. Eppure sono questi film che consolidano la cultura cinematografica, che fanno crescere un pubblico di conoscitori che, attraverso la partecipazione giovanile, si rinnova.

E’ nelle multisale - o in quelle gestite con stile da cine-club – che l’amante del buon cinema scopre L’albero delle ciliegie dell’ iraniano Abbas Kiarostami, Train de vie del rumeno Radu Mihaileanu, Svegliati Ned dell’irlandese Kirk Jones, My name is Joe girato in Scozia da Ken Loach; e che è richiamato dai nomi nuovi meritevoli di menzione che qui sarebbe difficile elencare.

L’incontro con opere inconsuete, però mai trascurabili, crea un effetto valore sugli spettatori più svegli e più attenti: la loro cultura cinematografica si affina, la richiesta di buon cinema aumenta, il desiderio di approfondire meglio un’arte accessibile a tutti si fa legittimo e si rafforza. Sono film che spesso,, e fortunatamente, trovano posto proprio negli esercizi di minor richiamo, i quali, magari, si avvantaggiano di costi di noleggio meno proibitivi. Si allarga la fruizione delle opere di cinesi, georgiani, neozelandesi, danesi, spesso con firme non riconoscibili tra noi, che si distinguono dai filmetti, cui non si nega il diritto di esistenza, come la buona letteratura si distingue da quella "bassa" di consumo.

Io come passo, molto spesso, le mie serate? Vado nelle multisale!

Mario Verdone