Possiamo certamente affermare che il Cineforum Bolzano
negli ultimi 15 anni è stato oggetto di un forte rilancio. La
storica associazione (operativa dal 1952) dagli anni ottanta era stata
colpita dalla crisi del Cinema, dalla carenza di sale e dalla disaffezione
di pubblico e soci sostenitori attivi nel volontariato. In quegli anni
l'associazione registrava un bilancio annuo di .ca 15milioni di lire
pari (grossolanamente) ai 7.500 euro attuali. Oggi il Cineforum Bolzano
dispone di un bilancio di .ca 55-60.000 euro l'anno.
Questo dato da solo dice molte cose, ma naturalmente non basta. Successi
e fallimenti si sono alternati in modo scadenzato.
È forse definitivamente fallita la possibilità di ottenere
la gestione di una sala cinematografica. Il Comune sotto l'assessorato
di Gobbetti ha scelleratamente optato per privilegiare il Filmclub con
il discusso finanziamento della ristrutturazione del cinema Capitol
la cui proprietà, tuttavia, rimane, ad oggi, in mani private.
Nessuna possibilità di collaborazione con il Filmclub se non
quella di diventare loro occasionali clienti affittuari.
Il progetto di recupero della sala del vecchio teatro Gries (progettato
come sala cinematografica) è tramontato a causa delle pressioni
delle piccole grandi lobby del teatro. E così via.
Nei primi due anni del 2000 l'associazione, grazie alla collaborazione
con LaComune di Sandro Forcato, ha potuto gestire la sala delle scuole
ITI (ridenominata Kinoki) come vera e propria sala cinematografica dotata
di moderno impianto dolby digital surround. La gestione sette giorni
su sette si basava su un 60/70% .ca di prime visioni (L'ultimo Bacio
è stato proiettato a Bolzano in anteprima al Kinoki!). Questo
tipo di programmazione ha comportato tanto un notevole sforzo di risorse
economiche e umane, quanto una certa affluenza di liquidità di
cassa, affluenza tale da permettere l'associazione di affittare finalmente
un locale per la sua sede, fino ad allora ospitata nella residenza privata
dei vari consiglieri del direttivo. L'esperienza del Kinoki si è
chiusa dopo un paio di anni di attività a causa delle difficoltà
riscontrate con la scuola ospitante, a causa delle difficoltà
di collaborare con Sandro Forcato ma, soprattutto, perché il
Cineforum si è presto reso conto che quel tipo di attività
penalizzava le proiezioni delle rassegne video di quello che in seguito
sarebbe stato battezzato Videodrome e non rappresentava alcuna reale
attività culturale. Fu allora che si optò per chiudere
il Kinoki ed investire maggiori risorse nella collaborazione con la
Harlock ed il Rimusicazioni Festival, per lanciare Borderlands-Terre
di Confine e per rilanciare il festival Opere Nuove che gli amici del
Cineclub Bolzano ci avevano proposto di rilevare.
Nel frattempo si consumava la guerra (durata 7 anni) combattuta a fianco
del Cineclub contro la gestione fortemente inefficiente (IACC) della
sede di via Roen 6.
La guerra, nonostante le intenzioni del vecchio assessore comunale al
Patrimonio è stata vinta. Grazie alla nuova assessora Pasquali,
il Cineforum ha potuto trasferirsi dalla propria bella ma costosa sede
di via Dante in quella meno presitgiosa, ma più funzionale di
via Roen.
Un forte momento di crisi viene affrontato dal Cineforum negli anni
2002-03 a causa prima dell'improvviso abbandono del preidente Beppe
Mora e poi a causa della scarsa cura amministrativa della segreteria
di quegli anni.
Il sottoscritto è costretto a assumere la presidenza dell'associazione
e, in completa situazione di emergenza, a raddrizzare la situazione.
Grazie alle nuove collaboratrici della segreteria (remunerate) e alla
nuova presidenza, l'associazione riesce in breve a riprendersi dal duro
colpo.
Grazie agli enormi sacrifici del Cineforum, Rimusicazioni e Borderlands
si sviluppano sempre più come rilevanti festival cinematografici
in ambito internazionale. Il festival Opere Nuove (quasi invisibile
in città proiettava in vhs!) viene completamente rilanciato.
Il Cineclub, a quel punto, rifiutando la (ecomicamente parlando) necessaria
biennalizzazione e non gradendo particolarmente l'integrazione nel 4FilmFestival
(unica manifestazione per tutti i festival), a causa della mancanza
di contratti scritti e a causa del ricambio del loro direttivo, si è
ripreso il festival e ha abbandonato il progetto 4FF. Inutile sottolineare
l'enorme danno sia economico che di immagine subito dal Cineforum ed
il conseguente incrinamento del rapporti fra le due associazioni.
Nel 2007, completamente a carico del Cineforum, viene finalmente riammodernata
la sede di via Roen che mantiene la sua eccellenza tecnica, ma finalmente
diventa più accogliente anche sotto il profilo dell'immagine.
Rimane ancora irrisolto il problema di un'entrata separata che garantirebbe
dignità e visibilità all'attività associativa.
Vengono anche rilanciate le rassegne tematiche del Videodrome. Finalmente
si può investire in pubblicità. La costante emorragia
di pubblico (la media attuale si attesta intorno ai 15 spettatori a
serata) registra attualmente un lieve cambio di tendenza, ma ci si chiede
se al corposo investimento pubblicitario (1000 pieghevoli spediti ai
soci, 1000 distribuiti, 1000 email, affissioni comunali, ecc.) non dovrebbero
corrispondere risultati più degni di nota. L'abbandono della
tradizionale programmazione del giovedì e della domenica ha comportato
il dissolvimento anche di quel piccolo zoccolo duro che negli anni si
era consolidato. La questione che si pone è quindi se insistere
sulla programmazione di piccoli eventi o se, piuttosto, tornale alla
vecchia formula. Una nota sicuramente positiva è che il dibattito
che segue il film, e che dovrebbe caratterizzare l'attività di
ogni cineforum tanto quanto l'introduzione, ha (ri)preso finalmente
piede. Oggi quindi, siamo lontani dai grandi numeri degli anni '50,
ma una media di una decina di persone frequentemente si intrattengono
dopo i titoli di coda a discutere in sala del film appena programmato.
Un'analisi completa non può prescindere dalla valutazione del
contesto ambientale generale: oggi l'attività del Cineforum e
di molte piccole e medie realtà dell'associazionismo bolzanino
si devono confrontare con una sempre crescente concorrenza nell'offerta
culturale sia quantitativa che qualitativa. Capita frequentemente che
in una città comunque di provincia come Bolzano in una settimana
vi siano grossi eventi quali spettacoli con personaggi di fama almeno
nazionale del calibro di Odifreddi, Moni Ovadia, Fresu ecc. ecc. Contestualmente
le sale cinematografiche in città, in contro-tendenza nazionale,
sembra che nel 2007 abbiano subito una flessione di .ca il 30%! I nuovi
media come dvd ed internet, ma anche Sky e la pirateria forniscono grande
quantità di film ad un pubblico tendenzialmente sempre più
superficiale e forse più interessato alla frequentazione dei
pub o delle pizzerie. L'alta definizione non sembra avere la stessa
presa sul pubblico che si registrò con l'avvento del DVD. Il
pubblico invecchia spostando l'età media in avanti. I ventinni
quasi scompaiono dalla sala del Cineforum.
Bisogna quindi essere consapevoli che lo sforzo dell'associazione dovrebbe
essere indirizzato alla ricerca di un tipo di offerta alternativa che
non limiti alla semplice presentazione di film più o meno interessanti.
Ovvero, il film presentato se non rappresenta un evento di per sé,
forse dovrebbe essere supportato dalla presenza in sala di personaggi
e/o esperti.
La Biblioteca del Cinema, nei primi anni del 2000 perde il patrocinio
dell'Ufficio Educazione Permanente della Provincia e subisce la concorrenza
dell'identica iniziativa dello stesso che attraverso il CAB gestisce
una videoteca/biblioteca godendo, naturalmente, di ben altri budget.
Il Cineforum continua a sviluppare quest'attività sia pur nella
carenza di fondi. Non mancano un certo numero di utenti e le consulenze
a studenti e professori che per motivi di didattica devono approfondire
singoli argomenti.
In prospettiva ci sarebbe la possibilità di allargare l'offerta
o trasformarla completamente in direzione del video on demand in streaming
come per il modello dell'iTunes movies.
Il buon risultato della ristrutturazione dell'intera nuova sede di via
Roen (21.000 euro .ca sono un terzo di quanto preventivato per la sola
sala proiezioni dall'impresa che ha ristrutturato il Teatro Cristallo),
è sotto gli occhi di tutti.
La gestione dell'attività ordinaria del 2007 si chiude con un
accantonamento positivo di 1.165 euro.
La media dei soci degli ultimi 5 anni è intorno ai 1000.
In media sono state organizzate 20 rassegne all'anno di 4 film ciascuna.
Diversi eventi hanno registrato il tutto esaurito e più repliche:
ricordiamo i film CItizen Berlusconi e Submssion che hanno rotto la
censura di fatto in atto permettendo alla cittadinanza di poter assistere
a proiezioni altrimenti interdette.
Per il 2008 il Cineforum deve affrontare il 4FilmFestival con la Harlock
ma senza l'apporto del Cineclub col quale anzi si troverà parzialmente
in concorrenza.
Potrà quindi disporre di poco meno di 1/3 delle risorse economiche
rispetto al 2006.
Purtroppo l'attuale bilancio preventivo per il 2008, allo stato attuale
delle cose, registra un disavanzo di .ca 8.000-10.000 euro.
Risulta quindi fortemente necessaria un'attività di recupero
sponsor (per altro quasi inesistenti) e contributi pubblici nella consapevolezza
che quest'anno, tra l'altro, forse si giocheranno le sorti di Rimusicazioni
e Borderlands. In particolare vanno recuperati quei 2000 euro che per
la prima volta da parecchi anni vengono a sottrarsi dal finanziamento
dell'assessorato provinciale. All'attenzione del nuovo direttivo va
anche portata la proposta di vendita dell'impianto dolby digital surround
attualmente presso le suole ITI ed affittato forfettariamente a La Comune
che fatica ogni anno ad onorare il contratto in essere.Le attività
principali da portare avanti rimangono:
- Il 4FilmFestival
- Il Videodrome
- La Biblioteca del Cinema
Settori di sviluppo ulteriore possono essere individuati nelle seguenti
direzioni:
- attività editoriale:
Già dal 2008 Harlock e Cineforum hanno acquistato i diritti di
distribuzione di un cortometraggio ed un lungometraggio muti.
Particolarmente interessante potrebbe essere l'acquisto dei diritti
dei film di Luis Trenker come anche quelli dei film di Giuseppe DeSantis,
padre (disconosciuto?) del Neorealismo.
-creazione di un Circuito alternativo
Attività che dovrebbe essere prioritaria per la Federazione Italiana
Cineforum, ma che non lo è affatto, potrebbe comunque portare
diretto vantaggio al Cineforum attraverso la circuitazione di proposte
ed eventi a partire da quelli legati ai nostri festival.
-Didattica audiovisiva nelle scuole e corsi video.
Il Cineforum ha tutte le competenze per sviluppare il settore ma...
-Sviluppo della Biblioteca del Cinema
Oltre che tenere d'occhio lo sviluppo dello streaming video su internet
come sopra accennato, sarebbe auspicabile lo sviluppo di almeno una
rassegna bibliofilmografica a tema. possiamo preventivare l'approfondimento
di 3 argomenti l'anno (ad es. : cinema/architettura, cinema afroamericano,
cinema e pena di morte, ecc, ecc).
- Parziale finanziamento di videoproduzioni quali sono state L'invenzione
dei Prati di Silvia Bolzoni, o Kinopolitik (patrocinio, non finanziamento),
ma anche di operazioni nazionali di tipo "public company".
Naturalmente, compatibilmente con le risorse economiche, tante nuove
attività possono essere sviluppate quanta la voglia e l'impegno
dei nuovi consiglieri del direttivo dell'associazione che non sono tenuti
a nessun particolare obbligo, ma che possono essere stimolati dalla
possibilità di sviluppare idee utili allo sviluppo della cultura
cinematografica.
Per concludere, credo che il bilancio del Cineforum Bolzano sia tutto
sommato positivo. Soprattutto, l'associazione non ha mai rinunciato
alla sua ragione sociale, a quella che le aziende difiniscono mission
non subendo quella deriva commerciale che, negli anni, ha caratterizzato
molti altri sodalizi. Spesso siamo stati costretti ad assumere pubblicamente
toni aspri e polemici. Non credo affatto però che ciò
ci abbia danneggiato anzi, credo che abbia spesso supplito alla mancanza
di quei santi in paradiso che per altri si muovono nell'ombra talvolta
a nostre spese.
Due gravi errori di cui mi assumo la piena responsabilità minano
tuttavia la stabilità del Cineforum. Mi riferisco al non aver
preteso la sottoscrizione di regolari contratti con il Cineclub sia
per l'acquisizione di Opere Nuove, che per la gestione della sala proiezioni
di via Roen. Questi errori li paghiamo a causa del fatto che il direttivo
del Cineclub con il quale ci si era confrontati ed accordati, oggi,
in pratica, non esiste più, sostituito da nuovi consiglieri che
non possono e non vogliono sapere.
Per questo motivo, essendo un teorico della pratica delle dimissioni
o del licenziamento per giusta causa, ed essendo chiamato ad assumere
la presidenza della Harlock, rassegno le mie dimissioni da presidente
del Cineforum nell'auspicio di essere comunque confermato come consigliere
e nell'auspicio che la carica di presidente venga ricoperta dallo storico
vicepresidente Ferruccio Cumer almeno in attesa che qualche altro più
o meno giovane volenteroso la rilevi a sua volta.
Andreas Perugini