back relazione attività 07/08 
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Possiamo certamente affermare che il Cineforum Bolzano negli ultimi 15 anni è stato oggetto di un forte rilancio. La storica associazione (operativa dal 1952) dagli anni ottanta era stata colpita dalla crisi del Cinema, dalla carenza di sale e dalla disaffezione di pubblico e soci sostenitori attivi nel volontariato. In quegli anni l'associazione registrava un bilancio annuo di .ca 15milioni di lire pari (grossolanamente) ai 7.500 euro attuali. Oggi il Cineforum Bolzano dispone di un bilancio di .ca 55-60.000 euro l'anno.
Questo dato da solo dice molte cose, ma naturalmente non basta. Successi e fallimenti si sono alternati in modo scadenzato.
È forse definitivamente fallita la possibilità di ottenere la gestione di una sala cinematografica. Il Comune sotto l'assessorato di Gobbetti ha scelleratamente optato per privilegiare il Filmclub con il discusso finanziamento della ristrutturazione del cinema Capitol la cui proprietà, tuttavia, rimane, ad oggi, in mani private. Nessuna possibilità di collaborazione con il Filmclub se non quella di diventare loro occasionali clienti affittuari.
Il progetto di recupero della sala del vecchio teatro Gries (progettato come sala cinematografica) è tramontato a causa delle pressioni delle piccole grandi lobby del teatro. E così via.
Nei primi due anni del 2000 l'associazione, grazie alla collaborazione con LaComune di Sandro Forcato, ha potuto gestire la sala delle scuole ITI (ridenominata Kinoki) come vera e propria sala cinematografica dotata di moderno impianto dolby digital surround. La gestione sette giorni su sette si basava su un 60/70% .ca di prime visioni (L'ultimo Bacio è stato proiettato a Bolzano in anteprima al Kinoki!). Questo tipo di programmazione ha comportato tanto un notevole sforzo di risorse economiche e umane, quanto una certa affluenza di liquidità di cassa, affluenza tale da permettere l'associazione di affittare finalmente un locale per la sua sede, fino ad allora ospitata nella residenza privata dei vari consiglieri del direttivo. L'esperienza del Kinoki si è chiusa dopo un paio di anni di attività a causa delle difficoltà riscontrate con la scuola ospitante, a causa delle difficoltà di collaborare con Sandro Forcato ma, soprattutto, perché il Cineforum si è presto reso conto che quel tipo di attività penalizzava le proiezioni delle rassegne video di quello che in seguito sarebbe stato battezzato Videodrome e non rappresentava alcuna reale attività culturale. Fu allora che si optò per chiudere il Kinoki ed investire maggiori risorse nella collaborazione con la Harlock ed il Rimusicazioni Festival, per lanciare Borderlands-Terre di Confine e per rilanciare il festival Opere Nuove che gli amici del Cineclub Bolzano ci avevano proposto di rilevare.
Nel frattempo si consumava la guerra (durata 7 anni) combattuta a fianco del Cineclub contro la gestione fortemente inefficiente (IACC) della sede di via Roen 6.
La guerra, nonostante le intenzioni del vecchio assessore comunale al Patrimonio è stata vinta. Grazie alla nuova assessora Pasquali, il Cineforum ha potuto trasferirsi dalla propria bella ma costosa sede di via Dante in quella meno presitgiosa, ma più funzionale di via Roen.
Un forte momento di crisi viene affrontato dal Cineforum negli anni 2002-03 a causa prima dell'improvviso abbandono del preidente Beppe Mora e poi a causa della scarsa cura amministrativa della segreteria di quegli anni.
Il sottoscritto è costretto a assumere la presidenza dell'associazione e, in completa situazione di emergenza, a raddrizzare la situazione. Grazie alle nuove collaboratrici della segreteria (remunerate) e alla nuova presidenza, l'associazione riesce in breve a riprendersi dal duro colpo.
Grazie agli enormi sacrifici del Cineforum, Rimusicazioni e Borderlands si sviluppano sempre più come rilevanti festival cinematografici in ambito internazionale. Il festival Opere Nuove (quasi invisibile in città proiettava in vhs!) viene completamente rilanciato. Il Cineclub, a quel punto, rifiutando la (ecomicamente parlando) necessaria biennalizzazione e non gradendo particolarmente l'integrazione nel 4FilmFestival (unica manifestazione per tutti i festival), a causa della mancanza di contratti scritti e a causa del ricambio del loro direttivo, si è ripreso il festival e ha abbandonato il progetto 4FF. Inutile sottolineare l'enorme danno sia economico che di immagine subito dal Cineforum ed il conseguente incrinamento del rapporti fra le due associazioni.
Nel 2007, completamente a carico del Cineforum, viene finalmente riammodernata la sede di via Roen che mantiene la sua eccellenza tecnica, ma finalmente diventa più accogliente anche sotto il profilo dell'immagine. Rimane ancora irrisolto il problema di un'entrata separata che garantirebbe dignità e visibilità all'attività associativa.
Vengono anche rilanciate le rassegne tematiche del Videodrome. Finalmente si può investire in pubblicità. La costante emorragia di pubblico (la media attuale si attesta intorno ai 15 spettatori a serata) registra attualmente un lieve cambio di tendenza, ma ci si chiede se al corposo investimento pubblicitario (1000 pieghevoli spediti ai soci, 1000 distribuiti, 1000 email, affissioni comunali, ecc.) non dovrebbero corrispondere risultati più degni di nota. L'abbandono della tradizionale programmazione del giovedì e della domenica ha comportato il dissolvimento anche di quel piccolo zoccolo duro che negli anni si era consolidato. La questione che si pone è quindi se insistere sulla programmazione di piccoli eventi o se, piuttosto, tornale alla vecchia formula. Una nota sicuramente positiva è che il dibattito che segue il film, e che dovrebbe caratterizzare l'attività di ogni cineforum tanto quanto l'introduzione, ha (ri)preso finalmente piede. Oggi quindi, siamo lontani dai grandi numeri degli anni '50, ma una media di una decina di persone frequentemente si intrattengono dopo i titoli di coda a discutere in sala del film appena programmato.
Un'analisi completa non può prescindere dalla valutazione del contesto ambientale generale: oggi l'attività del Cineforum e di molte piccole e medie realtà dell'associazionismo bolzanino si devono confrontare con una sempre crescente concorrenza nell'offerta culturale sia quantitativa che qualitativa. Capita frequentemente che in una città comunque di provincia come Bolzano in una settimana vi siano grossi eventi quali spettacoli con personaggi di fama almeno nazionale del calibro di Odifreddi, Moni Ovadia, Fresu ecc. ecc. Contestualmente le sale cinematografiche in città, in contro-tendenza nazionale, sembra che nel 2007 abbiano subito una flessione di .ca il 30%! I nuovi media come dvd ed internet, ma anche Sky e la pirateria forniscono grande quantità di film ad un pubblico tendenzialmente sempre più superficiale e forse più interessato alla frequentazione dei pub o delle pizzerie. L'alta definizione non sembra avere la stessa presa sul pubblico che si registrò con l'avvento del DVD. Il pubblico invecchia spostando l'età media in avanti. I ventinni quasi scompaiono dalla sala del Cineforum.
Bisogna quindi essere consapevoli che lo sforzo dell'associazione dovrebbe essere indirizzato alla ricerca di un tipo di offerta alternativa che non limiti alla semplice presentazione di film più o meno interessanti. Ovvero, il film presentato se non rappresenta un evento di per sé, forse dovrebbe essere supportato dalla presenza in sala di personaggi e/o esperti.
La Biblioteca del Cinema, nei primi anni del 2000 perde il patrocinio dell'Ufficio Educazione Permanente della Provincia e subisce la concorrenza dell'identica iniziativa dello stesso che attraverso il CAB gestisce una videoteca/biblioteca godendo, naturalmente, di ben altri budget. Il Cineforum continua a sviluppare quest'attività sia pur nella carenza di fondi. Non mancano un certo numero di utenti e le consulenze a studenti e professori che per motivi di didattica devono approfondire singoli argomenti.
In prospettiva ci sarebbe la possibilità di allargare l'offerta o trasformarla completamente in direzione del video on demand in streaming come per il modello dell'iTunes movies.
Il buon risultato della ristrutturazione dell'intera nuova sede di via Roen (21.000 euro .ca sono un terzo di quanto preventivato per la sola sala proiezioni dall'impresa che ha ristrutturato il Teatro Cristallo), è sotto gli occhi di tutti.
La gestione dell'attività ordinaria del 2007 si chiude con un accantonamento positivo di 1.165 euro.
La media dei soci degli ultimi 5 anni è intorno ai 1000.
In media sono state organizzate 20 rassegne all'anno di 4 film ciascuna.
Diversi eventi hanno registrato il tutto esaurito e più repliche: ricordiamo i film CItizen Berlusconi e Submssion che hanno rotto la censura di fatto in atto permettendo alla cittadinanza di poter assistere a proiezioni altrimenti interdette.

Per il 2008 il Cineforum deve affrontare il 4FilmFestival con la Harlock ma senza l'apporto del Cineclub col quale anzi si troverà parzialmente in concorrenza.
Potrà quindi disporre di poco meno di 1/3 delle risorse economiche rispetto al 2006.
Purtroppo l'attuale bilancio preventivo per il 2008, allo stato attuale delle cose, registra un disavanzo di .ca 8.000-10.000 euro.
Risulta quindi fortemente necessaria un'attività di recupero sponsor (per altro quasi inesistenti) e contributi pubblici nella consapevolezza che quest'anno, tra l'altro, forse si giocheranno le sorti di Rimusicazioni e Borderlands. In particolare vanno recuperati quei 2000 euro che per la prima volta da parecchi anni vengono a sottrarsi dal finanziamento dell'assessorato provinciale. All'attenzione del nuovo direttivo va anche portata la proposta di vendita dell'impianto dolby digital surround attualmente presso le suole ITI ed affittato forfettariamente a La Comune che fatica ogni anno ad onorare il contratto in essere.Le attività principali da portare avanti rimangono:
- Il 4FilmFestival
- Il Videodrome
- La Biblioteca del Cinema
Settori di sviluppo ulteriore possono essere individuati nelle seguenti direzioni:
- attività editoriale:
Già dal 2008 Harlock e Cineforum hanno acquistato i diritti di distribuzione di un cortometraggio ed un lungometraggio muti.
Particolarmente interessante potrebbe essere l'acquisto dei diritti dei film di Luis Trenker come anche quelli dei film di Giuseppe DeSantis, padre (disconosciuto?) del Neorealismo.
-creazione di un Circuito alternativo
Attività che dovrebbe essere prioritaria per la Federazione Italiana Cineforum, ma che non lo è affatto, potrebbe comunque portare diretto vantaggio al Cineforum attraverso la circuitazione di proposte ed eventi a partire da quelli legati ai nostri festival.
-Didattica audiovisiva nelle scuole e corsi video.
Il Cineforum ha tutte le competenze per sviluppare il settore ma...
-Sviluppo della Biblioteca del Cinema
Oltre che tenere d'occhio lo sviluppo dello streaming video su internet come sopra accennato, sarebbe auspicabile lo sviluppo di almeno una rassegna bibliofilmografica a tema. possiamo preventivare l'approfondimento di 3 argomenti l'anno (ad es. : cinema/architettura, cinema afroamericano, cinema e pena di morte, ecc, ecc).
- Parziale finanziamento di videoproduzioni quali sono state L'invenzione dei Prati di Silvia Bolzoni, o Kinopolitik (patrocinio, non finanziamento), ma anche di operazioni nazionali di tipo "public company".
Naturalmente, compatibilmente con le risorse economiche, tante nuove attività possono essere sviluppate quanta la voglia e l'impegno dei nuovi consiglieri del direttivo dell'associazione che non sono tenuti a nessun particolare obbligo, ma che possono essere stimolati dalla possibilità di sviluppare idee utili allo sviluppo della cultura cinematografica.
Per concludere, credo che il bilancio del Cineforum Bolzano sia tutto sommato positivo. Soprattutto, l'associazione non ha mai rinunciato alla sua ragione sociale, a quella che le aziende difiniscono mission non subendo quella deriva commerciale che, negli anni, ha caratterizzato molti altri sodalizi. Spesso siamo stati costretti ad assumere pubblicamente toni aspri e polemici. Non credo affatto però che ciò ci abbia danneggiato anzi, credo che abbia spesso supplito alla mancanza di quei santi in paradiso che per altri si muovono nell'ombra talvolta a nostre spese.
Due gravi errori di cui mi assumo la piena responsabilità minano tuttavia la stabilità del Cineforum. Mi riferisco al non aver preteso la sottoscrizione di regolari contratti con il Cineclub sia per l'acquisizione di Opere Nuove, che per la gestione della sala proiezioni di via Roen. Questi errori li paghiamo a causa del fatto che il direttivo del Cineclub con il quale ci si era confrontati ed accordati, oggi, in pratica, non esiste più, sostituito da nuovi consiglieri che non possono e non vogliono sapere.
Per questo motivo, essendo un teorico della pratica delle dimissioni o del licenziamento per giusta causa, ed essendo chiamato ad assumere la presidenza della Harlock, rassegno le mie dimissioni da presidente del Cineforum nell'auspicio di essere comunque confermato come consigliere e nell'auspicio che la carica di presidente venga ricoperta dallo storico vicepresidente Ferruccio Cumer almeno in attesa che qualche altro più o meno giovane volenteroso la rilevi a sua volta.

Andreas Perugini