back Quando il Cineforum sbaglia [19/02/02]
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Al quotidiano l'Alto Adige porgiamo le nostre scuse relativamente all'Affaire Agosti: il giorno dell'evento non c'era nulla, ma il 3 febbraio un bell'articolo con foto su Agosti trovava un giusto spazio.

Lo pubblichiamo di seguito


da AltoAdige: spettacoli 3 febbraio 2002

Cinema. «La Ragion Pura»: tre proiezioni regionali
Agosti, l'ultimo film sulla coppia
è stato girato a Trento e dintorni

Vittorio Curzel

TRENTO. Silvano Agosti è un regista del tutto speciale nel panorama del cinema italiano. Animo libero, indifferente alle mode e ai gusti correnti, in esilio volontario dai grandi circuiti commerciali dell'audiovisivo, è uno che da sempre i film se li scrive e se li produce, cura le scenografie e dà le luci, gira, dirige, monta e poi organizza l'edizione e la distribuzione. Ma non basta, perché gestisce anche una piccola sala cinematografica d'essai, che per i cinefili è ormai un punto di riferimento: l'Azzurro Scipioni di Roma, dove per dare un'idea, l'ultimo giorno dell'anno è stata proiettata una pellicola dopo l'altra e i film li sceglieva il pubblico.
"La Ragion Pura" in programma il 6 febbraio a Bolzano (Cineforum/Kinoki, ore 20.30), a Trento il 7 (Teatro San Marco, ore 18 e 21) e l'8 a Rovereto (Sala Filarmonica, ore 20.30) è il suo decimo lungometraggio ed alcune sono state girate tra Trento e Tavernaro. Il film è tratto da un suo romanzo (del 1990) e racconta "la storia di una coppia sposata da quindici anni, in una condizione di affettuosa e reciproca indifferenza, ormai priva di desideri". Marito e moglie sembrano ormai condannati a una relazione sostanzialmente vuota e priva di emozioni. In questo rapporto abitudinario, monotono e infelice dove "la donna si rassegna a imparare a sopportare e l'uomo si rassegna a imparare a mentire", lui si rifugia nei ricordi, lei ha crisi mistiche. Finché l'uomo si accorge che può comunicare con la moglie addormentata, che nel sonno parla ed esprime i suoi desideri più segreti. Il marito scopre così una donna appassionata e sensuale, la interroga sulla crisi del loro amore e i due si scoprono diversi da quelli che avevano creduto di essere nei lunghi anni di matrimonio, di desiderarsi forse ancor più del primo incontro, di poter riprendere insieme il cammino della vita, finalmente uniti nell'anima e nel corpo. La pellicola è stata presentata in Canada, al Festival di Montreal.
«Mi piace - dice Agosti - che nella versione francese il film si intitoli "La donna che sogna" e in inglese "La moglie addormentata", perché questi due concetti riassumono in modo poetico ed evidente la condizione della donna in una cultura non certo favorevole al diritto di sognare o ancor meno favorevole alla lucidità della veglia. Sognare di poter vivere il proprio destino senza diventare l'ingranaggio di una macchina sociale tutta organizzata per produrre, solo per produrre, e conquistare una quotidiana vigilanza nella veglia per potersi garantire una porzione di libertà indispensabile per continuare a esplorare il mondo». «Penso che il tema del matrimonio - aggiunge - non possa che trarre beneficio da una serie di riflessioni tendenti, come nel mio film, a scoprire come amare il mondo e come amarsi, andando oltre le superfici».

Il direttivo del Cineforum Bolzano