back situazione Cineforum [19/12/2001]
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All'Assessore alla Cultura Italiana
Dott. Luigi Cigolla
e, per conoscenza,
al dott. Antonio Lampis

Oggetto: situazione Cineforum

Bolzano, 19.12.2001
CaroDott.Cigolla,

 

La situazione è questa:

1 - Il Cineforum Bolzano, costretto a svolgere la sua attività in una sede inadeguata (un'aula magna scolastica periferica e troppo grande per una vera attività di cinema culturale - che presuppone piccoli spazi raccolti - con una sola programmazione giornaliera, con orari inadeguati) e sotto la spietata concorrenza della multisala praticamente commerciale e privata, ma finanziata con soldi pubblici, del Filmclub-Capitol, è in crisi gravissima perché non riesce ad avere i film adatti (tolti dal mercato dal potente e ricco Filmclub)
Se poi analizziamo la situazione dal punto di vista economico, consideri che per l'anno 2001 il Cineforum ha fatturato più di 150 milioni, con un effettivo finanziamento di 35 milioni dall'ente pubblico. Trenta milioni dalla Provincia (anticipo dei 120 milioni di finanziamento per il 2001) e 5 milioni dal comune (anticipo di 10 milioni di finanziamento sempre del 2001). Questo significa che solo grazie al successo di programmazione del KINOKI siamo riusciti a "tirare avanti". Ma questo successo si sta diradando per le motivazioni sopra riportate.

2 - Nel 2002 il Cineforum Bolzano compirebbe 50 anni. Le assicuriamo in tutta buona fede e sulla base di dati inconfutabili che anziché di un compleanno si tratterà di un funerale, a meno che l'Associazione non disponga di una piccola sala. La morte del Cineforum sarebbe un evento scandaloso, considerando la sua storia definibile senza retorica "gloriosa" e l'odiosa disparità di trattamento col Filmclub, e crediamo che ne scaturirebbero (questa volta giustamente, dobbiamo dire, a nostro unanime parere) violentissime polemiche anche di carattere etnico. Sappiamo che il nostro tono può apparire vagamente ricattatorio, ma invece è solamente profetico, temiamo.
Noi non potremo in ogni caso fare a meno di rivolgerci in cerca di sostegno ai nostri circa 2000 soci tesserati! E pur di sopravvivere e continuare a svolgere il nostro ruolo culturale non potremo fare a meno di spingerli a prendere posizione e ad esercitare tutte le possibili pressioni

3 - Il Cinema Eden, il più antico di Bolzano, attivo già nei primissimi anni del Novecento, passato attraverso il cinema muto e l'avvento del sonoro, collocato in un edificio di notevole valore storico-architettonico, sarebbe la sede ideale per il Cineforum, che vi svolgerebbe VERAMENTE attività cinematografica a carattere culturale

4 - La nascita di una nuova multisala commerciale, che dovrebbe aprire già l'anno prossimo, e ridurrà a zero gli spazi nel cinema commerciale per le piccole sale, stava inducendo il proprietario dell'EDEN a cercare un accordo con il Cineforum per trasformare la sua sala in un cinema d'essai

5 - L'incertezza sulla realizzabilità di tale accordo con Provincia, Comune e Cineforum sta ora invece spingendo il gestore a cercarne uno con Macdonald's, il che vuol dire la scomparsa e la distruzione architettonica, dopo un secolo di vita, di una delle sale che hanno portato il cinema a Bolzano (già scomparse: Centrale, Corso, Augusteo, Astra, Roma, Boccaccio, Druso, Costellazione, vari cinema parrocchiali e minori - nessuna delle quali però poteva vantare il prestigio storico dell'EDEN) a favore di una multinazionale molto chiacchierata. Il gestore penserebbe altrimenti, visto il silenzio della parte italiana, di ricorrere alle casse nientemeno che dell'Assessore Hosp per ottenere sostegno in vista della trasformazione della sala in cinematografo esclusivamente di lingua tedesca. Non le pare che il monopolio dei Suoi colleghi di lingua tedesca sulla cultura ANCHE ITALIANA a Bolzano e la sottrazione di spazi alla CULTURA ITALIANA siano andati già abbastanza avanti?

6 - Si rende quindi NECESSARIO l'intervento del Suo Assessorato, di altri Assessorati provinciali e del Comune. La linea potrebbe essere questa: il Cineforum riceve un contributo iniziale per una modesta ristrutturazione (circa 200 milioni) e un contributo fisso annuo (350 milioni circa) ). Col tempo si potrebbe pensare a un contributo fisso annuo di circa 300 milioni, cifra modesta per il cinema in lingua italiana se si considera che nel 1988 (cifre dell'Assessorato) per la danza se ne spendevano 400, sempre annui.
Quindi, ricapitolando, un investimento iniziale di circa 550 milioni seguito negli anni successivi da un contributo di circa 300 milioni l'anno.

7- La sala ovviamente si autofinanzierebbe ma solo in parte: la cultura cinematografica vera e propria non coinvolge le folle che riempiono altre sale di associazioni che si occupano di cinema che di culturale ormai ha pochino, ma sono finanziate lautamente e si possono permettere di affiancare al cinema bar, un ristorante. Tuttavia nemmeno i musei sono in attivo, eppure occorre farli sopravvivere. Crediamo che nel III millennio sia ormai chiaro a tutti che fra le arti da tutelare e finanziare magari anche a fondo perduto c'è anche il cinema. Se dovessimo parlare di autosostentamento e di frequentazione da parte del pubblico il Museion, tanto per fare un puro esempio, dovrebbe essere già stato chiuso da anni, mentre, giustamente, è ancora attivo. Perché non applicare gli stessi principi al cinema d'arte e d'essai?

8 - Si potrebbe chiedere comunque l'intervento del Presidente e della Giunta e anche magari dell'Assessore Hosp chiarendo che l'EDEN è un bene storico-culturale prezioso che va salvato anche tramite fondi non destinati esclusivamente allo spettacolo

9 - Il Comune potrebbe istituire per la sala il vincolo storico-urbanistico-culturale, come si è fatto in molti altri casi: si tratta della sala che ha visto la "prima" dei film di Griffith, di Pastrone, di Lang, di Murnau, di Chaplin, di Trenker, di Keaton, di RosselliniŠ! Come si può pensare di perderla!


10 - La sala salvata dalla demolizione e ristrutturata sarebbe evidentemente anche SEMPRE a disposizione dell'Assessorato, del Centro Audiovisivi (che ha bisogno di una vera saletta cinematografica!), delle scuole (chiedere anche un contributo a quell'Assessorato?) e di altre associazioni accreditate.
Non è tollerabile che, in base certo anche a meriti acquisiti, ma soprattutto in base ai miliardi ottenuti, il Filmclub, che è e resta un'associazione culturale TEDESCA chiamata ufficialmente DEUTSCHSPRACHIGES CINEFORUM (vada a vedere il suo sito internet, dove non c'è una parola in italiano e dove si dichiara, sempre solo in tedesco: "Der Verein FILMCLUB/FILMRUNDE setzt sich zum Ziel, einen möglichst breiten Kreis von Personen mit künstlerisch wertvollen, vor allem deutschsprachigen Filmen bekannt zu machen und zur kritischen Auseinandersetzung mit dem Kulturgut Film und den anderen audiovisuellen Medien anzuregen) gestisca anche la cultura cinematografica italiana ospitando manifestazioni della Sovrintendenza Italiana, di associazioni italiane, di assessorati italiani, organizzando rassegne per i bambini italiani! Il Filmclub si dichiara associazione mistilingue e professa tanta affezione per il pubblico italiano semplicemente perché senza questo pubblico le sue sale si svuoterebbero per metà, con ovvi riflessi sugli incassi, però poi rifiuta di concedere uno spazio all'associazione sorella di lingua italiana pretendendo però ugualmente dall'Assessorato da Lei presieduto un contributo, se non ricordiamo male, di 500 milioni!
Il Cineforum (i cui direttivo è mistilingue, in ogni caso) è apertissimo alla collaborazione interetnica e lo ha ripetutamente dimostrato in passato organizzando numerose manifestazioni in buona armoniacon il Filmclub, ma non può tollerare di vedersi impunemente sottrarre il proprio pubblico solo per la scarsità dei finanziamenti concessigli, mentre il Filmclub ottiene miliardi!


11 - Lei ha dichiarato più volte, anche in pubblico, che l'associazione culturale di riferimento del Suo Assessorato, in campo cinematografico, è il Cineforum Bolzano. E' arrivato il momento di dimostrarlo.
Un anno fa circa ci aveva assicurato che al Cristallo già era pronto e disponibile uno spazio per noi, spazio dimostratosi poi inesistente anche solo sulla carta. Per non entrare in urto con Lei e per evitare, se possibile, le polemiche, non abbiamo reagito.
Cominciamo però a credere, purtroppo, che la nostra moderazione non stia dando alcun frutto, anzi venga scambiata per debolezza e spirito rinunciatario.
Non è così. Prima di chiudere la sua attività cinquantennale il Cineforum si batterà con tutti i mezzi legittimi.


Il Cineforum chiede quindi risposte chiare, certe, sicure nei tempi e nei dati.
Purtroppo se non le riceverà sarà costretto, per pura sopravvivenza e autodifesa, a iniziare una vivacissima campagna sui mass media che non potrà fare altro che mettere in luce le disparità gravissime di trattamento fra il Cineforum tedesco e quello italiano: e se la proporzionale, come pare, ci ha ridotti intorno al 25%, noi ci accontenteremmo, eccome, di avere finanziamenti iniziali e poi fissi annui corrispondenti al 25% di quel che ha avuto il Filmclub.
In fondo la proporzionale dovrebbe consentire che alla cultura italiana vada 1/4 di quello che va alla cultura tedesca, che prende i 3/4. A noi basterebbe che all'interno del suo quarto l'Assessorato italiano concedesse al Cineforum una percentuale sul totale non troppo diversa da quella concessa dall'Assessorato tedesco al Filmclub sulla base dei suoi 3/4.
Il finanziamento di partenza per il Cineforum ammonterebbe infatti, in caso di rapporto 1/4 a 3/4, a circa un miliardo, visto che al Filmclub è toccato un contributo "una tantum" per l'operazione Capitol certamente non inferiore ai 4 miliardi.
A noi basterebbe anzi mezzo miliardo o poco più, la metà di quello che secondo questi calcoli ci spetterebbe.

A questo punto l'Assessorato, se convinto che l'operazione Eden-Cineforum sia valida, deve cominciare a muoversi in prima persona, allacciando gli opportuni contatti con le persone e gli enti interessati, con altri assessorati, con l'Amministrazione comunale ecc.
Una piccola associazione come il Cineforum Bolzano, che si occupa eminentemente di cinema, non è in grado di curare una rete tanto complessa di contatti di tipo squisitamente politico: Lei e i Suoi funzionari sì.
Perché non provarci?
Singoli membri del Cineforum, come il sig. Giuseppe Mora, il sig. Andreas Perugini, la sig.ra Federica Cumer, il prof. Ferruccio Cumer, vari diplomati ZeLIG che sono anche iscritti al Cineforum, associazioni vicine al Cineforum come Harlock ecc. collaborano da tempo validamente con il Suo e con altri assessorati in vari campi, dimostrando competenza ed affidabilità: molti altri, ormai anziani o addirittura morti da tempo (pensi a Don Bruno Benedetti), hanno dedicato a questa associazione e alla cultura cinematografica dei bolzanini una parte importante della loro vita.
Faccia a loro e a tutta la cittadinanza il bel regalo di una sala storica salvata dalla distruzione e conservata alla cultura.
Sulla base delle precedenti considerazioni, Le chiediamo un incontro urgente: un membro del Direttivo telefonerà alla sua segreteria nei prossimi giorni per vedere quando sarà possibile che il Direttivo stesso si possa incontrare con Lei e col dott. Lampis.

Cordiali saluti e auguri di buone feste


il Direttivo
Cineforum Bolzano


P.S. Una lettera analoga a questa è stata inviata al Sindaco di Bolzano e all'Assessore Comunale dott. Repetto