La situazione
è questa:
1 - Il Cineforum
Bolzano, costretto a svolgere la sua attività in una sede inadeguata
(un'aula magna scolastica periferica e troppo grande per una vera attività
di cinema culturale - che presuppone piccoli spazi raccolti - con una
sola programmazione giornaliera, con orari inadeguati) e sotto la spietata
concorrenza della multisala praticamente commerciale e privata, ma finanziata
con soldi pubblici, del Filmclub-Capitol, è in crisi gravissima
perché non riesce ad avere i film adatti (tolti dal mercato dal
potente e ricco Filmclub)
Se poi analizziamo la situazione dal punto di vista economico, consideri
che per l'anno 2001 il Cineforum ha fatturato più di 150 milioni,
con un effettivo finanziamento di 35 milioni dall'ente pubblico. Trenta
milioni dalla Provincia (anticipo dei 120 milioni di finanziamento per
il 2001) e 5 milioni dal comune (anticipo di 10 milioni di finanziamento
sempre del 2001). Questo significa che solo grazie al successo di programmazione
del KINOKI siamo riusciti a "tirare avanti". Ma questo successo
si sta diradando per le motivazioni sopra riportate.
2 - Nel 2002 il
Cineforum Bolzano compirebbe 50 anni. Le assicuriamo in tutta buona
fede e sulla base di dati inconfutabili che anziché di un compleanno
si tratterà di un funerale, a meno che l'Associazione non disponga
di una piccola sala. La morte del Cineforum sarebbe un evento scandaloso,
considerando la sua storia definibile senza retorica "gloriosa"
e l'odiosa disparità di trattamento col Filmclub, e crediamo
che ne scaturirebbero (questa volta giustamente, dobbiamo dire, a nostro
unanime parere) violentissime polemiche anche di carattere etnico. Sappiamo
che il nostro tono può apparire vagamente ricattatorio, ma invece
è solamente profetico, temiamo.
Noi non potremo in ogni caso fare a meno di rivolgerci in cerca di sostegno
ai nostri circa 2000 soci tesserati! E pur di sopravvivere e continuare
a svolgere il nostro ruolo culturale non potremo fare a meno di spingerli
a prendere posizione e ad esercitare tutte le possibili pressioni
3 - Il Cinema Eden,
il più antico di Bolzano, attivo già nei primissimi anni
del Novecento, passato attraverso il cinema muto e l'avvento del sonoro,
collocato in un edificio di notevole valore storico-architettonico,
sarebbe la sede ideale per il Cineforum, che vi svolgerebbe VERAMENTE
attività cinematografica a carattere culturale
4 - La nascita di
una nuova multisala commerciale, che dovrebbe aprire già l'anno
prossimo, e ridurrà a zero gli spazi nel cinema commerciale per
le piccole sale, stava inducendo il proprietario dell'EDEN a cercare
un accordo con il Cineforum per trasformare la sua sala in un cinema
d'essai
5 - L'incertezza
sulla realizzabilità di tale accordo con Provincia, Comune e
Cineforum sta ora invece spingendo il gestore a cercarne uno con Macdonald's,
il che vuol dire la scomparsa e la distruzione architettonica, dopo
un secolo di vita, di una delle sale che hanno portato il cinema a Bolzano
(già scomparse: Centrale, Corso, Augusteo, Astra, Roma, Boccaccio,
Druso, Costellazione, vari cinema parrocchiali e minori - nessuna delle
quali però poteva vantare il prestigio storico dell'EDEN) a favore
di una multinazionale molto chiacchierata. Il gestore penserebbe altrimenti,
visto il silenzio della parte italiana, di ricorrere alle casse nientemeno
che dell'Assessore Hosp per ottenere sostegno in vista della trasformazione
della sala in cinematografo esclusivamente di lingua tedesca. Non le
pare che il monopolio dei Suoi colleghi di lingua tedesca sulla cultura
ANCHE ITALIANA a Bolzano e la sottrazione di spazi alla CULTURA ITALIANA
siano andati già abbastanza avanti?
6 - Si rende quindi
NECESSARIO l'intervento del Suo Assessorato, di altri Assessorati provinciali
e del Comune. La linea potrebbe essere questa: il Cineforum riceve un
contributo iniziale per una modesta ristrutturazione (circa 200 milioni)
e un contributo fisso annuo (350 milioni circa) ). Col tempo si potrebbe
pensare a un contributo fisso annuo di circa 300 milioni, cifra modesta
per il cinema in lingua italiana se si considera che nel 1988 (cifre
dell'Assessorato) per la danza se ne spendevano 400, sempre annui.
Quindi, ricapitolando, un investimento iniziale di circa 550 milioni
seguito negli anni successivi da un contributo di circa 300 milioni
l'anno.
7- La sala ovviamente
si autofinanzierebbe ma solo in parte: la cultura cinematografica vera
e propria non coinvolge le folle che riempiono altre sale di associazioni
che si occupano di cinema che di culturale ormai ha pochino, ma sono
finanziate lautamente e si possono permettere di affiancare al cinema
bar, un ristorante. Tuttavia nemmeno i musei sono in attivo, eppure
occorre farli sopravvivere. Crediamo che nel III millennio sia ormai
chiaro a tutti che fra le arti da tutelare e finanziare magari anche
a fondo perduto c'è anche il cinema. Se dovessimo parlare di
autosostentamento e di frequentazione da parte del pubblico il Museion,
tanto per fare un puro esempio, dovrebbe essere già stato chiuso
da anni, mentre, giustamente, è ancora attivo. Perché
non applicare gli stessi principi al cinema d'arte e d'essai?
8 - Si potrebbe
chiedere comunque l'intervento del Presidente e della Giunta e anche
magari dell'Assessore Hosp chiarendo che l'EDEN è un bene storico-culturale
prezioso che va salvato anche tramite fondi non destinati esclusivamente
allo spettacolo
9 - Il Comune potrebbe
istituire per la sala il vincolo storico-urbanistico-culturale, come
si è fatto in molti altri casi: si tratta della sala che ha visto
la "prima" dei film di Griffith, di Pastrone, di Lang, di
Murnau, di Chaplin, di Trenker, di Keaton, di Rossellini! Come
si può pensare di perderla!
10 - La sala salvata dalla demolizione e ristrutturata sarebbe evidentemente
anche SEMPRE a disposizione dell'Assessorato, del Centro Audiovisivi
(che ha bisogno di una vera saletta cinematografica!), delle scuole
(chiedere anche un contributo a quell'Assessorato?) e di altre associazioni
accreditate.
Non è tollerabile che, in base certo anche a meriti acquisiti,
ma soprattutto in base ai miliardi ottenuti, il Filmclub, che è
e resta un'associazione culturale TEDESCA chiamata ufficialmente DEUTSCHSPRACHIGES
CINEFORUM (vada a vedere il suo sito internet, dove non c'è una
parola in italiano e dove si dichiara, sempre solo in tedesco: "Der
Verein FILMCLUB/FILMRUNDE setzt sich zum Ziel, einen möglichst
breiten Kreis von Personen mit künstlerisch wertvollen, vor allem
deutschsprachigen Filmen bekannt zu machen und zur kritischen Auseinandersetzung
mit dem Kulturgut Film und den anderen audiovisuellen Medien anzuregen)
gestisca anche la cultura cinematografica italiana ospitando manifestazioni
della Sovrintendenza Italiana, di associazioni italiane, di assessorati
italiani, organizzando rassegne per i bambini italiani! Il Filmclub
si dichiara associazione mistilingue e professa tanta affezione per
il pubblico italiano semplicemente perché senza questo pubblico
le sue sale si svuoterebbero per metà, con ovvi riflessi sugli
incassi, però poi rifiuta di concedere uno spazio all'associazione
sorella di lingua italiana pretendendo però ugualmente dall'Assessorato
da Lei presieduto un contributo, se non ricordiamo male, di 500 milioni!
Il Cineforum (i cui direttivo è mistilingue, in ogni caso) è
apertissimo alla collaborazione interetnica e lo ha ripetutamente dimostrato
in passato organizzando numerose manifestazioni in buona armoniacon
il Filmclub, ma non può tollerare di vedersi impunemente sottrarre
il proprio pubblico solo per la scarsità dei finanziamenti concessigli,
mentre il Filmclub ottiene miliardi!
11 - Lei ha dichiarato più volte, anche in pubblico, che l'associazione
culturale di riferimento del Suo Assessorato, in campo cinematografico,
è il Cineforum Bolzano. E' arrivato il momento di dimostrarlo.
Un anno fa circa ci aveva assicurato che al Cristallo già era
pronto e disponibile uno spazio per noi, spazio dimostratosi poi inesistente
anche solo sulla carta. Per non entrare in urto con Lei e per evitare,
se possibile, le polemiche, non abbiamo reagito.
Cominciamo però a credere, purtroppo, che la nostra moderazione
non stia dando alcun frutto, anzi venga scambiata per debolezza e spirito
rinunciatario.
Non è così. Prima di chiudere la sua attività cinquantennale
il Cineforum si batterà con tutti i mezzi legittimi.
Il Cineforum chiede quindi risposte chiare, certe, sicure nei tempi
e nei dati.
Purtroppo se non le riceverà sarà costretto, per pura
sopravvivenza e autodifesa, a iniziare una vivacissima campagna sui
mass media che non potrà fare altro che mettere in luce le disparità
gravissime di trattamento fra il Cineforum tedesco e quello italiano:
e se la proporzionale, come pare, ci ha ridotti intorno al 25%, noi
ci accontenteremmo, eccome, di avere finanziamenti iniziali e poi fissi
annui corrispondenti al 25% di quel che ha avuto il Filmclub.
In fondo la proporzionale dovrebbe consentire che alla cultura italiana
vada 1/4 di quello che va alla cultura tedesca, che prende i 3/4. A
noi basterebbe che all'interno del suo quarto l'Assessorato italiano
concedesse al Cineforum una percentuale sul totale non troppo diversa
da quella concessa dall'Assessorato tedesco al Filmclub sulla base dei
suoi 3/4.
Il finanziamento di partenza per il Cineforum ammonterebbe infatti,
in caso di rapporto 1/4 a 3/4, a circa un miliardo, visto che al Filmclub
è toccato un contributo "una tantum" per l'operazione
Capitol certamente non inferiore ai 4 miliardi.
A noi basterebbe anzi mezzo miliardo o poco più, la metà
di quello che secondo questi calcoli ci spetterebbe.
A questo punto l'Assessorato,
se convinto che l'operazione Eden-Cineforum sia valida, deve cominciare
a muoversi in prima persona, allacciando gli opportuni contatti con
le persone e gli enti interessati, con altri assessorati, con l'Amministrazione
comunale ecc.
Una piccola associazione come il Cineforum Bolzano, che si occupa eminentemente
di cinema, non è in grado di curare una rete tanto complessa
di contatti di tipo squisitamente politico: Lei e i Suoi funzionari
sì.
Perché non provarci?
Singoli membri del Cineforum, come il sig. Giuseppe Mora, il sig. Andreas
Perugini, la sig.ra Federica Cumer, il prof. Ferruccio Cumer, vari diplomati
ZeLIG che sono anche iscritti al Cineforum, associazioni vicine al Cineforum
come Harlock ecc. collaborano da tempo validamente con il Suo e con
altri assessorati in vari campi, dimostrando competenza ed affidabilità:
molti altri, ormai anziani o addirittura morti da tempo (pensi a Don
Bruno Benedetti), hanno dedicato a questa associazione e alla cultura
cinematografica dei bolzanini una parte importante della loro vita.
Faccia a loro e a tutta la cittadinanza il bel regalo di una sala storica
salvata dalla distruzione e conservata alla cultura.
Sulla base delle precedenti considerazioni, Le chiediamo un incontro
urgente: un membro del Direttivo telefonerà alla sua segreteria
nei prossimi giorni per vedere quando sarà possibile che il Direttivo
stesso si possa incontrare con Lei e col dott. Lampis.
Cordiali saluti
e auguri di buone feste
il Direttivo
Cineforum Bolzano
P.S. Una lettera
analoga a questa è stata inviata al Sindaco di Bolzano e all'Assessore
Comunale dott. Repetto