back Una storia poco conosciuta [e-mail 06.12.03]
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Egregio signor Perugini,

Seguo da alcuni anni il combattimento del Cineforum (complimenti per la sua programmazione!!) e l'odio e l'invidia verso il Filmclub.
Sono di madrelingua tedesca e gestisco il "Cortile-Theater im Hof" a Bolzano. Da 4 anni -dopo 15 anni di teatro itinerante in tutto l'Alto Adige - abbiamo una sede fissa a Bolzano. Siccome siamo a Bolzano, siamo costretti - da parte del Comune - di fare il 50% teatro in lingua italiana.
Dico "costretti" perché devo negare la mia cultura e non mi sento libera nella scelta della mia programmazione. In piú i gruppi italiani mi costano il doppio, ma non ricevo il doppio di finanziamento e questa mi porta ogni anni in grandi difficoltá.
Per fortuna ho vissuto, studiato e lavorato due anni a Roma e conosco molto bene la cultura italiana. Anzi, mi affascina e sono diventata più che amica di questa ricca cultura.
I miei amici - ormai - sono piú di lingua italiana, ma devo anche amettere, che veramente pochi sanno qualcosa della storia dell'Alto Adige e non hanno neanche l'interesse di conoscerla, neanche la lingua tedesca e questo mi delude molto.

Tanti non sanno, che il Filmclub era il primo cinema tedesco, quando a Bolzano c'erano solo 6 cinema! in lingua italiana. Hanno cominciato nel Rainerum come ospiti! e poi avevano una cantina in Via Streiter con 40 ! posti. Grazie a una persona privata, che ama il cinema, hanno preso sede della sala piccola con 100 posti.
Il Filmclub mi piaceva, perché c'é dietro una filosofia di Martin Kaufmann, che teneva al cinema d'autore, non al cinema commerciale. Poi hanno combattuto per il Capitol,
perché la sala piccola e diventata troppo piccola, anche perchè il pubblico non era più solamente tedesco e alcuni film erano anche in lingua italiana.
É chiaro, che una sala grande, come adesso nel capitol, non può fare solo cinema d`autore, perché non vengono 300 persone a verderlo.
Sò che Martin Kaufmann da parte dei distributori viene costretto a prendere certi film "commerciali" se vuole fare vedere certi film d'autore. Per esempio: un film d'autore piú 2 film commerciali, tutto un pacchetto insieme. Il signor Kaufmann soffre molto di questa non-libertá e l'unica cosa che cerca di fare, é di distinguere ancora un pò tra il Commerciale e il Commerciale, ma vorebbe fare piú Cinema d'Essay.
Mi sono chiesta sempre, perché la Cittá di Bolzano non sostiene un Cinema Italiano dÈssay, perché il Cineforum non potrebbe avere il Cinema Eden e fare Cinema d'Essay Italiano, che a Bolzano non esiste altrove ?
Almeno il Filmclub fa vedere anche dei Film in lingua italiana, dunque é l'unico Cinema bilinguo!!
Non só, se il Cineforum fa vedere anche dei Film in lingua tedesca...
Mi piacerebbe trovare una sala per il Cineforum, ma non sono la persona, che ha contatti personali e non conosco persone private, che darebbero una sala in affitto.
Peccato che questo combattimento contro il Filmclub crea solo ancora di più una separazione tra tedeschi e italiani. Bolzano é ancora oggi una cittá divisa e questo mi dispiace molto. Ma penso, che il 30% di tedeschi di Bolzano hanno un diritto del loro cinema e posso solo sottolineare che vedo piú aperto la popolazione tedesca verso la popolazione italiana, più interesse per la cultura italiana e la lingua. Chissá perché ?
Mi piacerebbe una volta conoscerLe personalmente; forse mi mancano anche delle informazioni riguardando il Cineforum.

Cordiali saluti,
Beate Sauer


Cara Beate,
volentieri rispondo alla Sua email.
Invidia ed odio verso il CineClub credo non ne traspaia dalla mia ultima mail. Ho semplicemente citato un dato di fatto: il FilmClub, grazie all'appoggio del potente assessorato alla cultura tedesca, dopo 25 anni di vita gestisce una multisala; il Cineforum, che fa riferimento al debole assessorato alla cultura italiana, dopo più di 50 di vita , non solo non ha neppure una saletta fissa, ma deve affrontare continui problemi di carattere economico che ne minacciano la stessa esistenza. Prima di qualsiasi altra considerazione, a mio avviso, vale questo dato oggettivo sull'infausta realtà della situazione politica in Alto Adige; realtà politica che avvantaggia il FilmClub, ma di cui certo non ne è il responsabile.
Le responsabilità del FilmClub sono altre e proverò a sintetizzarle qui di seguito perché credo che ancora oggi non esista una corretta conoscenza dei fatti e la comprensione delle istanze/esigenze del Cineforum mentre, invece, intorno al FilmClub persiste una sorta di aura di consenso ingiustificato :
1. In prospettiva dell'apertura della multisala il Cineforum propose al FilmClub la creazione di una sorta di "Casa del Cinema", dove non solo vi sarebbero state 3 sale di proiezione (la più piccola delle quali si chiese venisse gestita direttamente dal Cineforum), ma dove avrebbe trovato spazio la Biblioteca del Cinema (attualmente gestita dal Cineforum), affiancata da un Infopoint dedicato (di cui il Cineforum aveva ottenuto una sponsorizzazione dalla Telecom). Il Cineforum, inoltre, avrebbe fornito al progetto oltre l'apporto dei sui volontari (decine) anche i finanziamenti dell'Assessorato alla Cultura Italiana. Si parlava, in prospettiva, di fondere i direttivi delle due associazioni e di creare un nuova realtà che non solo avesse un significativo impatto culturale (forse unico in Europa), ma costituisse anche un segnale importante per la politica in Alto Adige: due associazioni culturali provenienti una dal mondo tedesco e l'altra da quello italiano si univano in un progetto UNICO! Ebbene questo progetto fu in malomodo rifiutato dal FilmClub interessato solo alla quantità di denaro che avremmo potuto fornire loro.
2. Segue il tentativo del FilmClub di chiedere direttamente i finanziamenti all'Assessorato alla Cultura Italiana. Tale tentativo, inutile dirlo, non solo avrebbe danneggiato il Cineforum, ma anche molte altre associazioni culturali italiane. La "torta" dei finanziamenti è sempre quella e se un'associazione esterna ne chiede una consistente fetta, è chiaro che le altre si riducono!
3. Il FilmClub ha ormai rinunciato alla sua "mission", allo scopo sociale, al suo ruolo di Operatore Culturale: la programmazione di Vertical Limit con Stallone nella prima settimana ne è il simbolo più ecclatante . Non è l'unica associazione ad averlo fatto, purtroppo, è forse un segno dei tempi. Il Cineforum però ha saputo rifiutare questa logica per cui noi sosteniamo ancora che esiste un Cinema Industriale che non ci interessa mostrare (ha già abbastanza spazio) ed un Cinema d'Autore che è quello che vogliamo promuovere. Una programmazione mista, senza segnalazioni e/o presentazioni, instilla nel pubblico la convinzione che, in fondo, il Cinema d'Autore non esista, che Vertical Limit e Fargo, fanno parte dello stesso indistinto flusso (che è quello a cui la televisione ci ha abituato): immagini da fruire spegnendo il cervello.
Quando il Cineforum come dimostrazione del nuovo impianto Dolby Digital Surround, ha proiettato La Tempesta Perfetta, ha deciso l'entrata gratuita, scusandosi con il pubblico di non essere riuscito a trovare un film migliore. Quando il Kinoki ormai si era ridotto alla brutta copia del FilmClub, nonostante i comunque importanti incassi, come progetto è stato da noi accantonato: era quello che veramente volevamo? Ci siamo resi conto di no. Da allora ci siamo dedicati alla promozione ed organizzazione di 3 festival nazionali/internazionali oltre alle consuete proiezioni di rassegne tematiche con introduzione e dibattito.
Ho sempre sostenuto che il Cineforum Bolzano attualmente non può collaborare con il FilmClub, non tanto per una questione di principio/invidia/ripicca, o che altro, quanto piuttosto per una questione meramente pratica: la collaborazione attualmente ci danneggerebbe e non ci porterebbe nessun vantaggio. Mostrerebbe una realtà non vera, ossia che il Cineforum è contento così, che non ci sono problemi. I problemi purtroppo ci sono, e solo quando saranno risolti e il futuro del Cineforum sarà garantito, si potranno normalizzare le relazioni con il FilmClub e ricominciare a collaborare come è sempre stato in passato, ad esempio, come quando la loro sala venne chiusa dalla polizia perché non a norma e per mesi furono ospitati dal Cineforum nella sala che allora gestiva: il Rainerum.Di questo ed 'altro si potrebbe parlare ancora... io per ora, La ringrazio perché il feedback fa sempre piacere.

Andreas


ps
il Cineforum Bolzano proietta film il lingua tedesca solo quando il film non è reperibile in italiano. Lo scorso mese, ad esempio, in tedesco abbiamo proiettato Avalon.
Il Film Club proietta film in italiano nonostante i malumori dell'assessore di riferimento Hosp (che definire conservatore è sicuramente più riduttivo che definirlo reazionario), perché altrimenti andrebbero subito in bancarotta. Purtroppo Ha ragione: il pubblico di madrelingua italiana non è in grado di vedere un film od uno spettacolo teatrale in tedesco, mentre quello di madrelingua tedesca lo riesce a fare molto normalmente.