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  • Immagine del redattoreAndreas Perugini

Comunicato stampa / Lettera aperta



Il Sindaco di Bolzano e la Giunta all’unanimità ci invitano a non proiettare il film russo Il Testimone di David Dadunashvili del 2023.

Nella lettera che ci ha inviato in Sindaco si cita l’art.21 della Costituzione relativo alla libertà di espressione, salvo poi etichettare un film -che non ha visto- come “propaganda bellicista” che giustifica l’aggressione russa all’Ucraina.

Premettiamo che abbiamo trovato molto fuori luogo e fondamentalmente un segno di scarso rispetto e considerazione che ci fosse una riunione di Giunta relativa alla nostra programmazione cinematografica senza neppure contattarci e sulla base delle lettere inviate da due fantomatiche associazioni che non fanno assolutamente parte del panorama culturale di questa terra. Ma questo aspetto lo tratteremo più avanti.

Ora ci preme sottolineare alcuni punti fondamentali:

1. Esiste l’art 21 della Costituzione. Nel 2009 quando la Destra sollevò la polemica sulla rassegna pornografica che avevamo organizzato (polemica, per inciso, studiata a tavolino tra noi, un giornalista ed un esponente della Destra stessa) gli allora assessori alla cultura democristiani di Provincia e Comune risposero semplicemente: libertà di espressione! Punto. È un concetto base. In Europa, una delle colonne portanti della democrazia è la libertà di espressione. Se abbiamo dei valori da difendere dall’aggressione o dall’ingerenza delle democrature in conflitto tra loro, partiamo da qui.

2.Il Cineforum Bolzano si muove nel solco dell’Art 21 della Costituzione Italiana (Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione) e rispetta il suo stesso statuto che all’Art 4 afferma: Il Cineforum Bolzano vuole stimolare riflessioni e discussioni in modo da recuperare il momento del confronto e del dibattito che è tradizione dei Cineforum. Particolare attenzione viene riservata alla programmazione di film censurati, “scomodi”, invisi per svariati motivi. Mostrare quello che vuole essere celato è motivo di interesse per il Cineforum nell’auspicio di animare il pubblico dibattito e la riflessione sull’opera ed i contenuti da essa espressi. L’associazione promuove la diffusione di opere cinematografiche che hanno difficoltà a trovare canali di distribuzione.

Per questo motivo negli anni, oltre a film pornografici, sempre e comunque con introduzione e dibattito, abbiamo proiettato tutta una serie di film “scomodi” come ad es. Citizen Berlusconi (della regista Americana Susan Gray quando Travaglio era stato bandito da tutte le televisioni del Regno), Submission di Theo Van Gogh (il regista fu ucciso da un estremista islamico e fu emessa una fatwa sul film), Panther (film sulle Pantere Nere distribuito dal Centro Sociale Leocavallo), Vaxxed Invisibili (film sugli effetti avversi dei vaccini), Il Segreto di Italia (film boicottato dall'Anpi), C'era una volta in Italia (il film di Federico Greco sul sistematico smantellamento del servizio sanitario), L’Urlo di M. Severgnini (osteggiato dalle ONG che operano nel Mediterraneo) e così via…

3. Cosa si intende per film di propaganda? Poco o niente! Secondo Wikipedia si intende un'opera cinematografica il cui scopo è quello di avvalersi della potenza del mezzo visivo per colpire l'immaginazione degli spettatori e convincerli ad appoggiare una determinata tesi ad esempio nel campo politico o religioso. Mussolini disse che il Cinema è l’arma più forte. I capolavori di Eisenstein sono stati commissionati dal Partito Comunista dell’Unione Sovietica. I capolavori della Riefenstahl furono commissionati da Göbbels. Se i Nazisti avevano Gübbels, gli americani avevano però Bernays (nipote di Freud) che riuscì a fare fumare le donne attraverso la leva dell’emancipazione soprattutto grazie al Cinema, propagandò la "dieta americana", propagandò guerre e aiutò a rovesciare governi. Tra i suoi libri in italiano è reperibile "Propaganda. Della manipolazione dell'opinione pubblica in democrazia" del 1928. Il Testimone sarebbe stato finanziato dal governo russo? Tutti i film Italiani sono finanziati dallo Stato Italiano. Top Gun fu finanziato dal Dipartimento della Difesa Usa per arruolare nuovi piloti. Berretti Verdi fu tagliato in Italia perché troppo anti-comunista. In Rambo III il nostro eroe combatte fianco a fianco coi bravi Talebani contro i Sovietici cattivi. I film western americani ci hanno convinti che i cattivi erano gli Indiani… Il film Food For Profit di Giulia Innocenzi, che abbiamo appena proiettato, porta il logo della LAV e prende posizione netta e dura contro gli allevamenti intensivi. Insomma, che un film abbia una tesi e la porti avanti è normale nella storia del Cinema come è normale per tutti gli organi di informazione. Più che sull'obiettività bisogna concentrarsi sulla trasparenza.

4. Se domani volessimo proiettare un film israeliano o uno palestinese sulla guerra, questo non si dovrebbe fare perché urta la sensibilità di qualche minoranza o di qualche amministratore? Il Filmclub in questi giorni ha in programmazione i Bambini di Gaza che sappiamo ha disturbato qualche filo-isreailiano. Se ne faranno una ragione. 

5. Nessun film, anche se visto da 60 milioni di abitanti, ha mai avuto il potere di rovesciare l’ordine costituito. In pratica basterebbe questa consapevolezza per rispettare la teoria costituzionale e considerare le censure solo esercizi di abuso d’ufficio. 

6. Tornando a parlare delle due “associazioni culturali” che hanno chiesto la censura. Come Cineforum ritenendo fondamentale il dibattito e non avendo posizioni precostituite su questo od altri argomenti, abbiamo invitato a partecipare entrambe le associazioni. La rappresentante della comunità ucraina (quella che aveva partecipato all’occupazione della sede dell’associazione russa di Merano con slogan piuttosto intolleranti come “Russa cultura uccide”) ha declinato l’invito anche di partecipare al film prossimamente in programma L’ombra di Stalin sull’olodomor ucraino. Nessuna risposta invece dalla fantomatica associazione culturale di Brunico “Liberi oltre le Illusioni” che altro non è che un proto-partito con membri provenienti da tutta Italia e Usa ma nessuno, ci pare, altoatesino il cui presidente è lo stesso del partito Fare Per Fermare Il Declino di Oscar Giannino. Si tratta di sedicenti liberali a parole, ma semplici neoliberisti radicali di fatto (molto interessati alla libertà economica ma, evidentemente, poco interessati alle libertà individuali e ai diritti costituzionali) finanziati non si sa bene da chi (nessuna trasparenza in questo senso sul loro sito), e che in stile Stasi pretendono l’adozione di metodi polizieschi contro chiunque non condivida le loro idee. Sulle pagine del loro sito, a parte l'abbondante propaganda ucraina si trovano anche i link per acquistare armi per Kiev.

7. Anche se volessimo assecondare le istanze censorie di un’amministrazione che entra nel merito della programmazione culturale di un’associazione (con oltre 70 anni di tradizione democratica) abbiamo talmente tante richieste e prenotazioni per la serata che ci stiamo ponendo il problema di cercare una sala più capiente. Sono decine e decine le mail e le telefonate in nostro sostegno di liberi cittadini e di associazioni di diverse tendenze politiche (dalla Lega a FdI fino all’area Pd) che non possiamo che escludere di aderire all’invito nell’auspicio che non vi siano ritorsioni di sorta e che in futuro non vi siano altri inviti di questo genere.

Per concludere, noi filo-putiniani non lo siamo proprio mai stati neppure quando andava di moda definire Putin un grande statista a partire da un Bruno Vespa che dalle reti Rai ne decantava le lodi. Noi in Russia è probabile che saremmo già stati incarcerati per aver proiettato film scomodi, mentre Vespa sarebbe lì a leggere in TV le veline del Cremlino.

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