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Sciopero!

nell'ambito del RFF2026 - RimusicazioniFilmFestival


IL CINEFORUM BOLZANO PRESENTA

Bolzano, anfiteatro Santa Maria in Augia, Parco delle Semirurali, via Alessandria 15

Sabato 13 Giugno 2026 h21.ca (al tramonto).

In caso di maltempo: sala Videodrome, via Roen 6


Yo Yo Mundi  vs Sciopero

IL CINECONCERTO (Concerto, Sonorizzazione live e Proiezione del Film)

Le musiche, composte e realizzate dagli Yo Yo Mundi, verranno eseguite dal vivo in contemporanea alla proiezione del film 



Paolo Enrico Archetti Maestri - chitarre, voce

Eugenio Merico - batteria

Fabio Martino – fisarmonica, cori

Andrea Cavalieri - basso elettrico, cori

Fabrizio Barale – chitarre


con la partecipazione di:

Luca Olivieri - tastiere, programmazioni




Le musiche di questo spettacolo sono liberamente ispirate al film Sciopero lungometraggio del 1925 di Sergej M. Ejzenstejn





Concerto, Sonorizzazione e Proiezione del Film


Lo spettacolo.

Gli Yo Yo Mundi sono stati tra i primi gruppi appartenenti alla cosiddetta area rock a cimentarsi in questa particolare forma di contaminazione tra le arti che è servita anche quale riscoperta e riproposta di un interessantissimo patrimonio storico visuale.

Questo spettacolo ogni volta che è andato in scena - Cosenza, Napoli, Roma, Milano, Pordenone etc. – ha raccolto positivi commenti critici da parte della stampa e un sempre più grande successo di pubblico.

Lo spettacolo consiste nella proiezione del film - per una durata di un’ ora e mezza -  con il commento sonoro suonato dal vivo in sincrono con le immagini. 

Nella sonorizzazione ci sono momenti di reale improvvisazione incastonati perfettamente tra i numerosi brani creati appositamente per questo commento.

Durante lo spettacolo il gruppo suona seduto proprio sotto lo schermo ove si proietta l’opera, seguendo il film grazie ad appositi monitor video al fine di sposare alla perfezione le immagini del lungometraggio con il commento di una musica ora intensa e vibrante, ora struggente e malinconica, ora scatenata e coinvolgente, che il gruppo di Acqui Terme propone con l’innata energia e l’originalità espressiva che li caratterizza.   


La Trama del film Sciopero.

Russia 1912. Un operaio, ingiustamente accusato di aver commesso un furto si toglie la vita in fabbrica. I suoi compagni, dopo essere venuti a conoscenza dei motivi del suicidio, si ribellano e organizzano uno sciopero.

I padroni informati immediatamente da una vasta e organizzata rete di spie decidono di soffocare la protesta. Da una parte gli operai in sciopero reclamano condizioni di lavoro più umane, dall’altra i padroni resistono e tentano di corrompere i più deboli. Nel frattempo lo sciopero prolungato sta riducendo le famiglie alla fame.

Cominciano le provocazioni; durante una manifestazione alcuni disonesti, al soldo dei padroni e della polizia, appiccano un incendio al deposito degli alcolici. I pompieri, chiamati da un’eroica operaia che riesce a dare l’allarme, giungono sul luogo dell’incendio: anziché spegnere il fuoco indirizzano gli idranti sui manifestanti per disperderli.

La civile protesta viene così repressa a colpi di fucile e con ripetute cariche della polizia a cavallo: non saranno risparmiati né le donne né i bambini.

Il finale è caratterizzato dalla disfatta totale degli scioperanti e delle loro famiglie, in disperata fuga, incalzati dai soldati dello zar, che sparando all’impazzata compiono la strage – a queste scene cruente il regista associa ripetutamente le immagini di un macello -.


Il Film: Stacka (Sciopero) 1925

Prodotto dal Primo Stabilimento del Goskino di Mosca. Proiettato per la prima volta il 28 aprile 1925. 

Nota: La ricostruzione della pellicola che abbiamo sonorizzato venne realizzata nel 1969 preso gli Studi Gorki.


Il Regista: Sergej Michailovic Ejzenstejn (1898 -1948)

Nasce a Riga in Lettonia nel 23 gennaio del 1898. Nel 1921 lavora come scenografo e costumista al Primo Teatro Operaio Proletkult.

All’inizio del 1924 comincia a girare Sciopero che termina nel 1925, nello stesso anno ottiene grazie a questo film un premio all’esposizione Internazionale delle Arti Figurative di Parigi. Incomincia a girare il suo film più celebre: La Corazzata Potëmkin. Nel 1929 termina il montaggio di Ottobre.  Negli anni che seguono gira l’Europa e nel 1930 firma un contratto con la Paramount per la realizzazione di un film a Hollywood.

Comincia a girare Aleksandr Nevskij nel 1937, la prima viene proiettata il 23 novembre dell’anno successivo.

Nel 1942 incomincia la preparazione di Ivan il Terribile ed esce a New York il suo primo organico libro sul cinema: The Film Sense.

Ritorna a Mosca nel 1944 per finire il montaggio di Ivan il Terribile: la prima parte del film ottiene il Premio Stalin di Prima Classe nel 1946, ma il 4 settembre dello stesso anno la seconda parte viene condannata da una Risoluzione del Comitato Centrale del Partito Comunista. 

Il 10 febbraio del 1948 muore per arresto cardiaco.


La sonorizzazione di Sciopero.

Sciopero è un progetto di sonorizzazione, ispirato al film Sciopero (1925) del grande regista sovietico Sergej Ejzenstejn, che gli Yo Yo Mundi hanno curato e realizzato per la prima volta nel lontano ’94 per il Festival Internazionale di Cinema Muto: Musica delle Ombre.

Sciopero è un lavoro molto particolare e complesso che vede gli Yo Yo Mundi modificarsi ancora e offrire agli ascoltatori ed al pubblico la loro anima più struggente ed evocativa: ricca di lievi suggestioni acustiche e improvvise scosse sonore elettriche, mescolate al suono vibrante, giocoso e trascinante che da sempre li caratterizza. 


Yo Yo Mundi e Sciopero: le musiche del Cd.

Abbiamo composto e realizzato il nostro commento sonoro del film Sciopero di Sergej Michailovic Ejzenstejn nel 1994, negli anni seguenti le composizioni originali si sono via via arricchite e trasformate.

Nel 1994 avevamo impiegato due mesi per organizzare le idee musicali scaturite prevalentemente dalla ripetuta visione del film. 

La costruzione del commento musicale è dunque cresciuta in sintonia con l’emozione trasmessa dalle immagini del film e dagli ideali di lotta, speranza e rivoluzione che animano ogni suo fotogramma. 

La trama è caratterizzata da intrusioni da commedia pura, che il regista definisce faits divers, molto in contrasto con il clima tragico e cupo che pervade tutta l’opera; sono stati proprio questi momenti che hanno permesso alla nostra vena più giocosa e trascinante di scatenarsi.

Il commento sonoro si avvale di atmosfere e campionamenti dal forte sapore industriale che interagiscono con i nostri strumenti suonati, facendo da trait-d’union tra le diverse composizioni.

Abbiamo altresì evitato di imbrigliare la sonorizzazione con l’ausilio di marchingegni elettronici e ci siamo limitati ad una specie di sincronizzazione a vista delle musiche sulle immagini, che varia lievemente di spettacolo in spettacolo, di visione in visione. 

Durante lo spettacolo ci sono alcuni momenti in cui improvvisiamo liberamente, in altri ci facciamo coinvolgere dalla spontanea reazione del pubblico.

Lasciamo che sia l’emozione del momento a dettare i tempi dell’esecuzione, per rinnovare così di volta in volta la forza e l’intensità della nostra interpretazione.

In questo disco troverete sia musiche registrate in studio, sia un estratto del concerto tenuto al Teatro Rendano di Cosenza il Primo Maggio del 1998.


Yo Yo Mundi


> formazione:

Paolo Enrico Archetti Maestri    chitarre elettriche e acustiche, voce solista

Andrea Cavalieri    basso elettrico, voce

Eugenio Merico     batteria

Fabio Martino     fisarmonica e  tastiere

Fabrizio Barale     chitarre elettriche

e con 

Luca Olivieri     pianoforte, tastiere e programmazioniDario Mecca Aleina: tecnico del suono




Sciopero per la critica

Sciopero è stato accolto con grande attenzione e passione da parte della critica specializzata, sono uscite tante recensioni, riportiamo di seguito alcuni passi delle stesse:

Sciopero is a potent blast of political pop - the Clash with accordion... And some moments of real feeling came from the blend of Paolo Archetti Maestri's ringing guitar sonorities with Fabio Martino's vinegary accordion... 

John L Walters - The Guardian

 

Sciopero  - in all its hanging harmonies, upbeat militancy and haunting accordion solos - is a supple and emotive soundtrack that is worthy of Ennio Morricone himself. It's easy to hear the passages of escalating tension: the band ratchets up the tempo; drums, guitars and voices chanting 'Sciopero!' press in on the attention. Like waiting for a cloudburst, the floating sound wafts until the band, dominated by its wonderfully melancholic accordion, takes up the tune again. 

Louise Gray - New Internationalist

 

The band's rat-a-tat-tat rhythmic folk-rock makes this 80-minute film classic feel even more exciting... Scenes with children and small animals are accompanied with waltz-time keyboards tunes and violent passages are synchronised to pounding folk rock. 

Adrian Roberts - Morning Star

 

The joyous exuberance of the music of Yo Yo Mundi presents itself as the accomplished equivalent of the youthful fervour of Eisenstein.  

Alberto Barbera - director of the Italian National Museum of Cinema

Nel percorso artistico degli Yo Yo Mundi … questo “Sciopero” ha tutto il valore prezioso di una prova a sé. … Da questo confronto gli Yo Yo Mundi escono vincitori, siglando la migliore serie di musiche della loro carriera, riversando da un lato tutto il proprio patrimonio artistico nel commento sonoro elaborato per il film, dall’altro dimostrando versatilità e fantasia a livello compositivo. Inoltre, altro elemento che spicca rispetto alla precedente produzione del gruppo, in “Sciopero” gli Yo Yo Mundi mescolano piacevolmente la loro natura acustica a campionamenti e atmosfere industriali, realizzando una piccola opera d’arte fruibile anche senza il contributo del film. Oltre a valorizzare – immagino – le sequenze dello spettacolo, gli Yo Yo Mundi con questo lavoro valorizzano oltretutto se stessi, firmando una manciata di splendide composizioni (“Tema di sciopero”, “Sciopero”, “I bambini imitano i grandi”, “Tutti i proletari del pianeta”, ma tutti i brani sono di grande livello) ispirandosi all’Internazionale per una rilettura suggestiva. Molto bravi. 

Luca Bernini - Rock On Line


Sarebbe facile far del pragmatismo e dell'agnosticismo su un tema così difficile e così scottante. Così attuale. Ma non è questo l’intento del pezzo,  non intendiamo provocare o commiserarci. Se un film del 1925 e un CD del 2001 sono uniti da una sottile,  ma fortissima linea rossa probabilmente è perché esiste un motivo vero.  

Emanuele Mandelli - Gra\Ba


Poco o nulla, giusto la copertina, ha a che fare con l’iconografia sovietica. Certo non la musica, che prosegue con intelligenza il discorso musicale avviato dai quattro album precedenti del gruppo … Perché dimostra come promettente e significativa possa essere questa strada, soprattutto se la si percorra con la massima libertà artistica. Non avere neanche l’obbligo di costruire canzoni, evidentemente, ha fatto bene al gruppo, che mai è parso ispirato come in questa occasione. C’è anche un po’ di Morricone, in questa pseudo-colonna sonora.  

Piero Negri – Famiglia Cristiana


Solo ai folli savi che popolano lo Yo Yo Mundi poteva venire in mente di sonorizzare un film muto Sciopero di S. Ejzenstejn … Stupisce come, a commento del biano-nero delle immagini, la musica del gruppo piemontese arrivi a tingersi del colore seppia di molte band americane dell’area post rock. Saldi nelle loro radici folk hanno ricollegato Morricone ai June of 44. 

Giulio Brusati – Rockstar


Scusate se talvolta indugiamo su qualcosa che non centra nulla con le classifiche o con quel che si sente alla radio. Ci riferiamo alle musiche di Sciopero album degli Yo Yo Mundi … il lavoro di questo straordinario gruppo è prevalentemente strumentale, una colonna sonora che oscilla tra i Pink Floyd, Kurt Weil e musica popolare, con grande uso di fisarmonica. Ad attirare la nostra attenzione è il fatto che si può creare musica pittorica-politica-militante, oltre tutto ispirata ad un classico del realismo socialista, con intelligenza e senza paraocchi … Gli Yo Yo Mundi … dipingono nel loro trascinante folk combattente, la miseria, le repressioni, la gioia, la speranza, l’utopia senza usare neanche una parola, se non lo slogan Sciopero solo nell’omonima canzone … Di solito il pittorico in musica si ispira alla natura, all’emozione pura. Qui si ispira invece al lavoro (fabbrica, miniera, fonderia, campi) e al sogno che tutto questo non sfrutti l’uomo, ma sia al suo servizio. 

Mario Luzzato Fegiz – Tv Sette del Corriere della Sera


Alfieri di un rock etnico che ha sempre ascoltato la lezione folklorica e i suggerimenti acido elettrici, i Yo Yo Mundi hanno accettato di buon grado questa difficile opera di contaminazione, tra arte visuale e accompagnamento sonoro, qualche volta spingendo a tavoletta  sull’improvvisazione, qualche altra privilegiando quel versante dolce e malinconico, ben coltivato nei loro quattro dischi precedenti. Le loro suadenti ballate percorrono tutto il disco, non sempre in linea con al vena cupa e tragica del lungometraggio del regista russo, anzi spesso acquistano un vigore autonomo come se non bastasse il loro piacevole incedere e la loro coerenza a spiazzare l’ascoltatore, a dare spessore alle fantasie narrate. Come se i fischi, gli schiamazzi e gli intarsi musicali fossero la maniera più moderna e coinvolgente di rendere quel grumo di passioni, quella vicenda drammatica, quella battaglia tra manifestanti e poliziotti, che dovrebbe raccontare di un secolo fa e sembra Göteborg. 

Flaviano De Luca – Il Manifesto


Qualcosa di più di una semplice colonna sonora. Più di una testimonianza live. Più dell’ultimo capitolo discografico della carriera peraltro già affollata di eventi davvero speciali, dei piemontesi Yo Yo Mundi. 

Flavio Brighenti – Musica inserto di Repubblica


Anzitutto cos’è Sciopero: è uno spettacolo multimediale dove gli Yo Yo Mundi sonorizzano le due ore mute del capolavoro di S. Ejzenstejn: i musicisti sul palco e la pellicola di Sciopero a proiettarsi alle loro spalle. Musica e frame in sincrono, immagini che si fanno suono, e suono che si fa immagine, come una sorta di sincretismo delle arti, fino a giungere a quell’esperienza sinestetica di cui parlava il regista russo nella sua teoria del montaggio.  … un disco davvero bello, policromo e ibrido, in cui scoviamo toccanti musiche dall’intensa drammaticità narrativa.  

Giovanna Carboni – Music Box


A parte il prezzo speciale, questo cd merita di essere ascoltato per il semplice piacere delle orecchie. E’ musica che coinvolge quella degli Yo Yo Mundi, capace di interagire tra il folk e ogni nuova ondata rock. 

Giordano Casiraghi – Tutto


Ritmi di danza antichi e attuali, melodie che si alzano in volo con la grazia di uccelli dalle piume iridescenti, questo è il quinto lavoro degli Yo Yo Mundi ancora una volta impegnati in qualcosa in cui  non molti si cimentano. 

Michele Traversa – Musical News


Non un album di canzoni dunque, ma una fluida e intrigante raccolta di episodi strumentali … che fondono in modo equilibrato un gran numero di differenti suggestioni stilistiche e che proprio da questo eclettismo austero e nel contempo funambolico – ma non disomogeneo – hanno forse la loro arma più efficace ai fini del coinvolgimento dell’ascoltatore. Qualcuno, ma gli Yo Yo Mundi, non specificano chi, ha coniato per Sciopero l’etichetta post-folk-rock: almeno per quanto riguarda alcuni brani, questa definizione non ci sembra poi tanto fuori luogo. 

Federico Guglielmi – Mucchio Selvaggio


Lo spettacolo dal vivo è di assoluto rilievo giacché i musicisti non si avvalgono di nessun tipo di macchina tecnica, ma usano una specie di “sincronizzazione a vista” della musica con le immagini per non perdere in spontaneità, lasciando spazio anche all’improvvisazione … La musica degli Yo Yo Mundi si apre verso nuovi orizzonti: le sonorità si fanno evocative e crepuscolari, le atmosfere psichedeliche abbracciamo le ambientazioni folk rock assumendo una valenza romantica … Sciopero è un disco che offre diverse chiavi di lettura; si possono infatti trovare riferimenti molteplici: dalle colonne sonore alla Morricone alla psichedelia in stile Thin White Rope al folk. Fabrizio “Panna” Panarese – Rocksound


Gli Yo Yo Mundi … proprio quando liberano la loro voglia di suonare, rinunciando persino alla voce caratterizzante, connotante, totalizzante di Paolo E. Archetti Maestri, proprio in questo momento costruiscono il loro disco più intensamente Yo Yo Mundi. Quanti gruppi potrebbero fare un disco strumentale senza temere di non essere più riconosciuti? E ironia della sorte, dedicando il lavoro al commento musicale di un capolavoro del cinema sovietico, gli Yo Yo Mundi realizzano il loro disco più americano, dove più profonde vibrano le anime del rock desertico, dei Thin White Rope come dei Giant Sand … 19 i pezzi dal cui vortice emergono il Tema di Sciopero, ma anche possenti dissonanze elettriche, arditi sezionamenti melodici, forti contrasti climatici ed un suono che ormai può essere definito soltanto facendo riferimento alla storia stessa della band. 

Andrea Dani – Rockerilla


Ci buttano dentro tutto il loro passato gli Yo Yo Mundi: Thin White Rope, Violent Femmes, The Clash , Ennio Morricone, tutta la psichedelica americana post-punk. Nella sequenza finale la polizia carica i manifestanti, una guardia a cavallo fa precipitare un bambino dalle scale di uno squallido fabbricato dove vivono gli operai, la sollevazione viene duramente domata e le acque si agitano fino al punto di non sapere più se siamo a Genova, Mosca o in America, per un progetto destinato a lasciare il suo segno nella musica italiana di questi anni.  

Simona Frasca – Il Manifesto

Bio Yo Yo Mundi. Gruppo storico della canzone d’autore e del rock-folk italiano, si formano nel 1988, gli Yo Yo Mundi vengono dal Monferrato la terra di Luigi Tenco, delle canzoni di Paolo Conte, dei racconti di Pavese, Lajolo e Fenoglio e sono in attività da più di trentacinque anni. Il primo album “La diserzione degli animali del circo”, esce nel 1994. Artefici instancabili di un girovagare in lungo e in largo per la penisola fatto di concerti, reading, spettacoli teatrali, sonorizzazioni. Gli Yo Yo Mundi, ad oggi, hanno realizzato una trentina di lavori, tra album e EP, partecipato a innumerevoli compilation e progetti, hanno tenuto un numero considerevole di concerti e spettacoli in Italia e all’estero (memorabile il tour in UK del 2006 di Sciopero - sonorizzazione del film di S. M. Ėjzenštejn).


Ci fa piacere ricordare che il disco del 2016, “Evidenti tracce di felicità”, è stato nominato nella cinquina finale delle Targhe Tenco per la categoria Album dell’anno (gli album “Munfrā” e “Resistenza” si piazzarono rispettivamente al secondo e al terzo posto nelle rispettive categorie). 


Gli ultimi album degli Yo Yo Mundi sono “La rivoluzione del battito di ciglia” del 2021 e “Partigiani Sempre!” (progetto speciale con Massimo Carlotto e Maurizio Camardi) nel 2023. Nel 2025 esce la compilation tributo “Canzoni di Fuga e Speranza”, dove ventiquattro canzoni della band acquese vengono reinterpretate da altrettanti ensemble. La loro musica, fin dagli esordi, era colorata, sghemba e piena di energia - gli Yo Yo Mundi fanno “musica selvatica”, disse un giorno di loro Paolo Conte -. La loro cifra stilistica si è notevolmente evoluta anche grazie a meravigliose collaborazioni e incontri con artisti come: Ivano Fossati, Lella Costa, Giorgio Gaber, Franco Branciaroli, Wu Ming, Giuseppe Cederna, Carlo Petrini, Massimo Carlotto, Maurizio Camardi, Gang, Eugenio Finardi, Steve Wickham (The Waterboys), Marco Baliani, Teresa De Sio, Brian Ritchie e Gordon Gano (Violent Femmes), Guy Kyser (Thin White Rope), Michael Brook, Franco Battiato, Hevia, Paolo Bonfanti, Banda Osiris, Giorgio Li Calzi, Trey Gunn e Beppe Quirici (solo per citarne alcuni). Da sempre sensibili alle tematiche inerenti alla difesa dell'ambiente e dei diritti umani, hanno collaborato con associazioni quali ANPI, Emergency, Amnesty International, LAV, Greenpeace. 



per contatti: impazienza@libero.it

info per spettacoli e concerti: +39 393 9094004






 
 
 

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