UN SOGNO ITALIANO
- Andreas Perugini

- 11 minuti fa
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ven 29 5.2026 h 18:00 sab 30.5.2026 h 18:00 dom 31.5.2026h 18:00 Sala videodrome, via Roen 6 Bolzano EVENTO SPECIALE UN SOGNO ITALIANO rassegna: VideodromeDOC IN COLLABORAZIONE L'ARTE DEL FAR RIDERE-CINEFORUM BOLZANO Regia di Fausto Caviglia. Genere Documentario, - Italia, 2025, durata 90 minuti. DIFFICOLTA' E SUCCESSI DEGLI ITALIANI EMIGRATI IN GERMANIA. ![]() Un documentario sul grande movimento migratorio che tra la metà degli anni '50 e per i successivi due decenni portò migliaia di lavoratori italiani a trasferirsi nella Repubblica Federale Tedesca. Sulla base di un accordo firmato nel 1955, soprattutto la manodopera italiana contribuì alla rinascita economica della Germania e di conseguenza di quella italiana. Sopravvissuti dell'epoca, figli e figlie di prima e seconda generazione, scrittori e intellettuali raccontano un passato di speranza e discriminazione, lavoro e dignità. Tra ricordi, testimonianze e materiali d'archivio, un viaggio che significativamente si chiude con le voci e i volti dei figli e delle nipoti di chi per primo lasciò la propria terra per trovarne un'altra altrove. Gastarbeiter li chiamavano, "lavoratori ospiti", immigrati italiani che con il lavoro e prima ancora con il sacrificio - in quanto figli, mariti e padri che lasciavano tutto - contribuirono a ricostruire la potenza economica della Germania. Il regista Fausto Caviglia ne ha ritrovati alcuni e ha chiesto loro di raccontare la loro esperienza a partire dalle spaventose condizioni di lavoro in Puglia, per poi arrivare al primo incontro con la Germania, all'inizio per molti nelle miniere di Bochum e di Dortmund, poi in seguito a Wolksburg, nella fabbrica della Volkswagen. Alcuni ricordano il viaggio abusivo in prima classe e la traumatica esperienza del lavoro sottoterra; altri le discriminazioni e il razzismo; altri ancora le lezioni di tedesco, le richieste di lavoro respinte, gli stratagemmi per farsi assumere, l'aiuto di altri lavoratori italiani. Infine, per molti ma non per tutti, il miracolo economico tedesco e il sogno realizzato di una tranquillità economica e familiare. Il film mette insieme le testimonianze dei protagonisti e le accompagna con fotografie d'epoca, filmati in Super8 ritrovati, sequenze di film che hanno raccontato la migrazione degli italiani: Indovina chi sposa mia figlia! di Neele Vollmar, con Lino Banfi che recita in tedesco e ricostruisce in flashback il suo arrivo in Germania da Campobello, Puglia, oppure Marina di Stijn Coninx, in realtà dedicato all'analogo fenomeno migratorio dell'epoca, quello verso il Belgio delle grandi miniere. Il tono inevitabilmente malinconico del film, e in particolare della prima parte dedicata ai racconti più drammatici (trattati con eccesso di trasporto emotivo e musica d'accompagnamento), viene poi intelligentemente superato quando a prendere la parole sono le donne, mogli, figlie e nipoti di chi per primo arrivò sul suolo tedesco (secondo il tipico schema dei fenomeni migratori che oggi si ripete dall'Africa e dal Medio Oriente verso l'Italia e oltre) diventate ristoratrici, proprietarie di cantine sociali, giovani responsabili di reti di supporto per italiani all'estero, oppure i figli e i nipoti di chi ha dedicato la vita intera alla fabbrica. Toccante, in tal senso, il racconto di un adulto che ricorda l'infanzia passata nelle case per lavoratori costruite dalla Volkswagen, riconoscendone la natura di ghetto ma al tempo stesso trovandovi l'origine della propria identità: «Le persone vengono qui per ricordarsi chi sono», dice il ragazzo. ![]() |




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