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THE SEA: anche al Cineforum Bolzano!

Mercoledì 6 maggio h 20: 30 (orario da definire)

IL FILM ISRAELIANO CHE HA FATTO IMBESTIALIRE IL GOVERNO ISRAELIANO


MERCOLEDÌ 6 MAGGIO 2026 – EVENTO NAZIONALE THE SEA al cinema, in simultanea in più di 100 sale di tutta Italia. A fine film, live streaming con la Global Sumud FLOTILLA in navigazione verso Gaza, Francesca ALBANESE e altri ospiti d’eccezione. In dialogo con la giornalista de Il Fatto Quotidiano Maddalena OLIVA. Messaggio comune: “Insieme possiamo fare la differenza”


puoi prenotarti qui: prenotazioni@cineforum.bz.it

ingresso riservato ai soli soci (tessera minima € 10 include questa proiezione)












THE SEA Regia di Shai Carmeli-Pollak. Un film con Khalifa Natour, Muhammad Gazawi, Marlene Bajali, Hilla Sarjon, Gabriel Horn. Genere Drammatico, - Israele, 2025, durata 93 minuti.


Khaled ha dodici anni e vive vicino a Ramallah. Il mare è a un'ora di distanza, eppure sembra irraggiungibile: permessi, posti di blocco, divieti. Il giorno della gita scolastica tutto pare finalmente possibile, finché al checkpoint le autorità lo fermano e lo rispediscono indietro. Umiliato e determinato, Khaled scappa e si mette in viaggio da solo verso il Mediterraneo, senza conoscere la lingua né la strada. Quando Ribhi, suo padre, scopre che il figlio è scomparso, lascia il lavoro e lo cerca attraversando città e periferie, consapevole che ogni controllo può costargli l'arresto e l'unica fonte di reddito. Tra tensione e tenerezza, The Sea trasforma un tragitto breve in un'odissea e un desiderio semplice in una sfida per la dignità, l'infanzia e la libertà di muoversi.


recensione:

The Sea di Shai Carmeli-Pollak è uno di quei film che sembrano piccoli, quasi essenziali, ma che riescono a portarsi dietro un peso emotivo e politico molto più grande di quanto mostrino in superficie. La storia è semplicissima: un ragazzino che vuole vedere il mare. Un desiderio elementare, quasi banale per molti, ma che qui diventa qualcosa di proibito, lontano, quasi mitico.

Il film funziona soprattutto per la scelta di raccontare tutto attraverso lo sguardo del bambino. Non ci sono grandi discorsi, né spiegazioni esplicite sul conflitto: quello che conta è la percezione, il senso di limite, l’ostinazione ingenua ma potentissima di chi non accetta che una cosa così naturale possa essere negata. In questo senso, The Sea riesce a essere politico senza mai diventare didascalico, ed è probabilmente il suo pregio più grande.

Anche il rapporto tra padre e figlio aggiunge profondità alla storia. Non è costruito in modo melodrammatico, ma emerge poco a poco, con gesti semplici e scelte difficili. C’è una tensione silenziosa che accompagna tutto il film: da una parte il desiderio di libertà del ragazzo, dall’altra la paura e la responsabilità dell’adulto.

Di contro, bisogna accettare il suo ritmo lento e la sua struttura molto lineare. Non ci sono grandi svolte narrative, né momenti spettacolari. È un film che chiede pazienza e attenzione, più interessato a farti vivere un’esperienza che a intrattenerti in senso classico. Alcuni potrebbero trovarlo troppo minimale o poco incisivo proprio per questa scelta.

Alla fine però lascia qualcosa: una sensazione di ingiustizia concreta, quotidiana, e insieme una forma di speranza fragile, quasi ostinata.



con il contributo di Provincia e Comune di Bolzano




 
 
 

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